La Domenica In di Mara Venier ha fatto irruzione nei palinsesti televisivi da pochi mesi, ma ha già conseguito il primo, notevole risultato, costringendo Canale 5 a cambiare i piani della domenica pomeriggio e mettere fine al duello a distanza con la "Domenica Live" di Barbara d'Urso, ridotta in durata a spostata alle 17,30 a partire da gennaio.

Il ritorno della Venier a quello spazio televisivo che le ha portato grande fortuna in carriera, ha riaperto le porte ad un modello di intrattenimento domenicale alternativo a quello dursiano, che da anni dettava legge, rappresentando un problema importante per la Rai non solo sotto il profilo degli ascolti.

Domenica In: struttura classica, diverso stile

La nuova "Domenica In" di Mara Venier è cambiata nel corso delle settimane, sopprimendo alcuni momenti ludici meno attraenti, come il tabellone (tornato in forma ridotta) e lo spazio una canzone per Mara, consolidandosi su un'impostazione basata sul susseguirsi di interviste a personaggi celebri del mondo dello spettacolo, alternate a spazi di approfondimento su vicende di cronaca e di attualità particolarmente sentite a livello nazionale. Una descrizione generica di  "Domenica Live" non sarebbe molto diversa, ma a cambiare è stato lo stile.

La chiave dell'imprevisto continuo

La Venier è tornata su Rai 1 forte di un consenso popolare rafforzato dagli anni di un allontanamento dal servizio pubblico a molti parso inspiegabile. Questo ‘purgatorio' le ha permesso di tirare la volata al suo ritorno, caricandola di aspettativa nel corso dei mesi estivi. Determinante ai fini della riuscita del programma, oltre al dualismo stesso con la D'Urso, è stata l'impronta inconfondibile della conduttrice, che si è colorata di una sfumatura aggiuntiva per la quale Mara dovrebbe forse ringraziare proprio gli anni passati a Mediaset. La personalità della Venier non è mai stata messa in discussione, ma il fattore chiave che le ha permesso in qualche modo di dare una spallata a "Domenica Live" e mettere fine all'egemonia domenicale di Barbara d'Urso, è probabilmente individuabile in un concetto: la gestione dell'imprevisto.

La televisione improvvisata

Chi ha avuto modo di guardare la puntata di Domenica In del 16 dicembre 2018, la prima svincolata dalla sfida con "Domenica Live", avrà certamente notato la notevole quantità di contrattempi tecnici, guasti, incomprensioni con la regia, che in realtà hanno caratterizzato molte delle puntate di questi primi mesi. Intoppi così frequenti e puntuali da sembrare talvolta programmati a tavolino, soprattutto per la reazione della conduttrice a questi momenti. Mara Venier attua un atteggiamento fisso: anziché andare avanti e sperare che il telespettatore non noti l'imprevisto, indugia su quest'ultimo, lo sottolinea, lo esaspera, ridendo e rendendo partecipe il pubblico di quanto stia accadendo dietro le quinte. Un approccio artigianale che piace, come se la Venier – rubo le parole a un telespettatore generico che ha guardato con me la puntata in questione – tutto stesse facendo fuorché condurre un programma televisivo.

Il tesoro dell'esperienza a Mediaset

L'impressione è che Mara Venier crei l'imprevisto, o che comunque non faccia nulla per evitarlo perché è proprio il contesto televisivo in cui riesce a muoversi meglio, l'ambiente a lei più consono. A tutti gli effetti è un genere, riconoscibilissimo, che lei si sta intestando, mostrando una capacità di improvvisazione naturale che ha certamente influenze arboriane, visti i trascorsi professionali e personali tra i due, ma che può contemporaneamente trovare le radici proprio negli anni trascorsi a Mediaset, dove la Venier si è riscoperta in un ruolo laterale, ma portante, per i programmi ai quali ha partecipato, che si trattasse di "Tu sì que vales" o de "L'Isola dei Famosi". Esperienze, queste ultime, che hanno contribuito a rafforzare quell'identità da zia di tutti gli italiani e di cui lei ha fatto tesoro e che ha capitalizzato, portandola con sé nella sua nuova avventura alla conduzione di un programma.