Anche La vita in diretta, nella puntata del 15 marzo, ha dedicato un ampio spazio al caso di Fabrizio Corona, che dopo il ritorno in carcere ha iniziato uno sciopero della fame per protesta, dopo aver compiuto atti di autolesionismo. Alberto Matano ha intervistato in collegamento la mamma di Corona, Gabriella Privitera, con cui però c'è stato un momento di tensione quando la donna ha attaccato direttamente i magistrati per la sentenza che ha revocato i domiciliari.

Perché Corona non dovrebbe essere in carcere, secondo la madre

La Privitera è già intervenuta più volte in tv in questi giorni per difendere il figlio e chiedere che venga fatto tornare a casa. Addirittura, a Non è l'Arena ha espresso il timore che Corona possa suicidarsi, perché soffre di disturbo narcisistico borderline con sindrome depressiva maggiore. "La storia non è solo quella che si vede in televisione, Fabrizio ha un vissuto tragico", ha sostenuto con toni piuttosto accesi la signora a La vita in diretta, "Era ai domiciliari proprio perché la sua patologia non può essere curata in carcere. Tutte le relazioni dicono che non può stare in carcere. Questa è la prima volta che mi ribello ai giudici, non hanno ritenuto veritiere quelle relazioni, che non sono di parte. Hanno preso per false le dichiarazioni di quattro strutture, stavolta non lo accetto. Fabrizio non è normale, non è una persona stabile". Matano, però, ha preso le distanze dal messaggio della donna:

I giudici hanno deciso così perché ci sono state delle violazioni. Ha usato i social network, ha partecipato a programmi tv, ha avuto nuove denunce. Le decisioni sono frutto di una serie di condotte.

La rabbia di Gabriella Privitera

Nel dibattito è intervenuta Giovanna Botteri che, pur manifestando solidarietà alla mamma, ha ricordato come la magistratura si sia mossa sulla base di "reati" e "dati precisi". La Privitera si è spazientita: "Non sono più interessata a sentire i giudizi delle persone, il giudizio lo posso dare solo io che sono sua madre, ok? I giudici stavolta hanno sbagliato, uno sbaglio enorme. Questo provvedimento non è nei limiti nella legge, hanno deciso di farlo fuori. Se muore mio figlio ce l'avranno sulla coscienza. Una storia vergognosa. La giustizia deve essere giusta, devono capire cosa c'è nell'animo del ‘grande criminale'. Noi non siamo solo delinquenti, siamo persone. L'ingiustizia in questo Paese non deve essere accettata". Di fronte a parole così forti, è apparso evidente il disagio di Matano, che ha precisato di non voler far passare un messaggio anti-magistratura su Rai1:

Capisco la rabbia e le sono vicino, lei è una mamma che lancia un grido di dolore. Però attenzione quando diciamo che sono responsabili i magistrati. Lei può non condividere la decisione, ma non possiamo neppure condividere questo messaggio. Di fronte a reati, dobbiamo rispettare la legge. Questa è la sua opinione. Le sentenze si rispettano.

Tensione con Alberto Matano, che chiude l'intervista

"Non è vero, le sentenze non vanno rispettate se sono ingiuste. Non siamo in un regime dittatoriale, siamo in una democrazia", è esplosa la Privitera. Matano, a quel punto, si è dissociato definitivamente dalle parole della sua ospite: "Vabbè, questo non possiamo dirlo. Rispetto la sua opinione ma noi dobbiamo rispettare le sentenze". Il conduttore ha chiuso l'intervista mettendo termine al segmento dedicato a Corona, non senza un certo imbarazzo. Secondo la sentenza, la condanna di Corona durerà sino al marzo 2024.