"Mille stelle dal tuo cilindro/volan fuori come farfalle/han formato un arcobaleno tutto splende/oh, che incanto". Le magie di Mai/Emi al ritmo della fantastica sigla di Cristina D'Avena, non sembra vero ma la ragazzina di 10 anni che viene investita di un potere incredibile, in realtà ne ha compiuto (già) 30 anni. Sembra ieri per noi, bambini degli anni '80, quando il 7 giugno 1985 faceva esordio sulla Nippon Television l'anime adattato successivamente in un manga composto di 3 tankobon (circa 600 pagine totali). L'esordio nella nostra televisione arriverà un anno più tardi, a partire da agosto 1986 su Italia 1 per una programmazione che, seppur a cicli, di fatto ancora oggi prosegue sulle reti del bouquet Mediaset (attualmente è in onda sul canale tematico "Hiro", pacchetto Mediaset Premium).

"Magica magica Emi" racconta la storia di Mia Kazuki, figlia di una ex maga e di un pasticcere che sogna di diventare una brava prestigiatrice, seguendo l'esempio del suo idolo, la fantastica Emily Howell. Un braccialetto a forma di cuore, trovato seguendo una sfera di energia materializzatasi in una grande villa, le donerà il potere di diventare ciò che vuole, una grande maga, e realizzare così il suo sogno. Mai si trasforma così in Emi, una prestigiatrice adulta, bellissima, lasciandosi aiutare da Moko, una creatura-folletto che prenderà le sembianze di uno scoiattolino. Comincia così la grande avventura della Magical Emi, la compagnia di magia che grazie a Bartolomeo, un simpatico produttore televisivo, diventerà famosa in tutto il Giappone.

Come finisce "Magica Magica Emi"?

"Magica Magica Emi" è un racconto con una morale pedagogica e dal finale a sorpresa. Sono stati tanti gli spettatori casuali di questo grandissimo cartone animato, al punto che spesso ci si chiede proprio come finisce "Magica Magica Emi". La storia di Mai, che riesce a realizzare il sogno di diventare Emi grazie al potere di un braccialetto, in fondo incoraggia a non beneficiare di nessuna scorciatoia e di puntare sempre su se stessi per arrivare alla soddisfazione personale. Durante il suo percorso, infatti, Mai si sentirà sempre più infelice, realizzando che i riconoscimenti e la fama ottenuta, sono arrivati soltanto grazie all'uso dei suoi poteri magici e non attraverso le sue capacità.

Interrogandosi anche con Moko sulla bontà delle sue azioni, un giorno guardando i filmati del suo mito, la maga Emily Howell, arriverà alla scelta di rinunciare ai suoi poteri. Nel giorno del suo ultimo spettacolo, Emi si ritrasforma in Mai davanti a tutti scomparendo per sempre insieme a Moko. In una ultima scena, Mai fissa lo specchio ed il pupazzo ormai privo di vita del suo compagno di avventure.