Biagio Izzo ha rivelato al programma radiofonico "I Lunatici", condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta ogni notte dall'1.30 alle 6.00 del mattino, il suo prossimo progetto televisivo, che pare sia abbastanza certo. L'attore napoletano ha infatti svelato di essere in forte trattativa per Made in Sud 2019: "Io alla conduzione del programma? Non sono un conduttore, il conduttore non è il mio mestiere, l'ho detto anche ai ragazzi di Made in Sud. Posso sicuramente avere un ruolo diverso, Made in Sud è uno spettacolo particolare, siamo in trattativa, diciamo così, diamo questa notizia, non ancora ufficiale ma ufficiosa. Ne sono molto contento, se ne parla da un po', mi piace, mi piace come programma, è un programma del Sud, con comici del Sud, c'è una bella aria, posso divertire molto a parteciparci. Diciamo come jolly che rompe un po' le scatole a tutti. Ci saranno Stefano De Martino e Fatima Trotta alla conduzione, e io come terzo incomodo. Quando sarà chiusa la trattativa, che è molto ben avviata, ci metteremo subito al lavoro".

Sui sogni che aveva sin da piccolo e che poi è riuscito a realizzare, ha aggiunto: "Cosa sognavo di fare da piccolo? Quello che faccio ora. Anche se ho un diploma da perito elettronico, ma non chiedetemi nulla di elettronica, non ne capisco nulla. Vengo dalle feste popolari di Napoli, le comunioni, queste cose così. Sono entrato nelle famiglie di Napoli, quando mi incontrano per strada è come se incontrassero un familiare, mi salutano con un affetto che spero non cambi mai".

Al cinema tornerà presto, ancora no si sa per quale pellicola in particolare: "Quest'anno ho fatto Natale a Cinque Stelle, su Netflix. Poi ho fatto Achille Tarallo, è stato un onore partecipare a questo film, molto particolare, strano, ma intelligente. Bello. Molto bello. Ora ho due o tre proposte che però non mi piacciono, grazie a Dio quando si ha la possibilità di scegliere è importante per tante cose, è giusto che uno scelga le cose che gli appartengono, che ama fare. Ad esempio Made in Sud è una cosa che mi piacerebbe fare, spero di farla".

Un periodo in cui la città di Napoli è emersa nuovamente per una narrazione abbastanza cupa e problematica. La paranza dei bambini ha vinto l'orso d'oro per la sceneggiatura anche per la bellezza di un racconto così crudo e amaro, ma un attore comico come lui cosa pensa di questa narrazione che parte da Gomorra e arriva alla Paranza passando per tanti speciali e documentari sul tema della criminalità?

Non vorrei andare controcorrente, mi dispiace anche dirlo, ma è un'immagine di Napoli che non mi piace. E' un po' forzata, un po' esasperata. Non nascondiamoci dietro un dito, a Napoli ci sono dei problemi, ma come nelle altre città. Però quella è una immagine troppo forte. Ho avuto la sfortuna di vedere un pezzo di Gomorra, c'erano delle frasi toste, brutte, volgare. Ho avuto paura che i miei figli potessero vederlo, ho due bambini di 11 e 14 anni, non gliel'ho mai fatto vedere, e io non ho mai visto una puntata. Mi dispiace dirlo. Ne so qualcosa così, tramite la stampa, conosco gli attori che ne fanno parte, che sono tutti bravissimi. Io non voglio buttare la polvere sotto al tappeto, mi piace affrontare i problemi, la mia città la difendo a spada tratta in tutta Italia, ovunque vado, mi rendo conto che a volte è indifendibile, ma dobbiamo essere noi i primi ad aiutarla. Io sono rimasto a vivere a Napoli, bisogna stare qui, investire in questa città, aiutarla, troppo facile andare via e prendere le distanze. Napoli non è solo Scampia.