Noi che siamo passati per "Lo smacchiamo" (campagna PD del 2013), credevamo di non poter assistere più a nulla di più brutto nell'ambito degli spot politici. E invece arriva quando meno te lo aspetti "Parlamento Cafè": brutto, bruttissimo, anche di più. La senatrice Paola Taverna e il senatore Gianluca Castaldi provano a imitare Camera Cafè, la sit-com striscia di e con Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, per spiegare la manovra 2020 approvata e attaccare l'opposizione: "Quella là, la madre del popolo, che vuoi che ne sappia dei problemi del Paese?". 

Il commento di Luca Bizzarri

Un video imbarazzante quello pubblicato dal Movimento Cinque Stelle. È stato certamente un tentativo pessimo di comunicazione istituzionale fuori dagli schemi accompagnato da una recitazione pessima. Gli elementi per spingere il contenuto verso una viralità spinta al dileggio ci sono tutti. E, infatti, tra il fiorire di commenti contro l'iniziativa arriva anche quello più autorevole. Proprio Luca Bizzarri, autore e protagonista delle sei stagioni del format a camera fissa:

Non sanno che Camera Café aveva una camera fissa. Non sanno che era davanti a una macchinetta. Non sanno recitare. A giudicare dall’ultima battuta, non sanno coniugare i verbi in italiano.

La storia di Camera Cafè

In onda su Italia1 a partire dal 2003, il programma Camera Cafè ha avuto una vita lunga quasi dieci anni, terminando tra il 2011 e il 2012, con all'attivo 5 stagioni e quasi duemila episodi. A questi si è aggiunta anche una sesta stagione in prima visione assoluta in onda su Rai2, nel 2017. Il format originale è nato in Francia è il titolo deriva proprio da una paronomasia in lingua francese che è data dall'accostamento dei termini cafè e caméra cachée, ovvero telecamera nascosta.