Luca Barbareschi è stato ospite di Pierluigi Diaco nella puntata di Io e Te andata in onda il 22 luglio. Al suo ingresso in studio, dopo avere visto un filmato dedicato alla sua lunga carriera, l’attore non è riuscito a trattenere le lacrime. Sebbene infastidito dalla sua stessa commozione, ha spiegato che a generare la sua tristezza sono le sorti del teatro Eliseo, acquistato nel 2014:

Le vecchiaia, è una cosa terribile. Guardando tutta questa roba, mi sono detto ‘Com’è possibile che tutto rima a nulla”. Ho lavorato tantissimo e  ho sempre fatto tutto….Odio commuovermi, è un segno di senilità…ho fatto tutto con passione, credendoci. Mi trovo oggi a 64 anni, che non sono i primi anni della mia vita, a combattere per tenere aperta una cosa che dovrebbe essere utile alla comunità. Quando ho comprato l’Eliseo, l’ho fatto per questo. Pensavo che a 60 anni sarebbe venuto un momento in cui la gente mi avrebbe ringraziato, mi avrebbe chiamato maestro, e invece l’invidia sociale che ha travolto questo paese fa sì che più fai più sei detestato.

L’appello di Luca Barbareschi alle istituzioni

Barbareschi si è rivolto alle istituzioni affinché lo aiutino a non chiudere il teatro, diventato uno dei punti cardine della vita di Roma. “Sto combattendo una battaglia da 5 anni e ci ho messo di tasca mia 14 milioni di euro, 7 per comprare il Teatro Eliseo e 7 per ristrutturarlo. L'ho fatto per dare un servizio alla comunità e ridare vita ad un luogo che è una banca di emozioni” ha spiegato. Numerosi i grandi volti del cinema che lo hanno aiutato: “Una sfilza di grandi artisti stranieri, tra cui Spielberg, hanno scritto al ministro Franceschini per chiedergli di aiutare l'Eliseo, ma non mi ha mai risposto”.

L’eredità che l’attore lascia ai figli

Infine, Barbareschi ha parlato dei suoi figli ai quali non lascia eredità materiale ma la possibilità di costruire da soli il proprio futuro: “Ho tolto l’eredità a tutti i miei figli. Nessuno di loro avrà un euro ma ho dato a tutti l’opportunità del lavoro. Io sono nato in Uruguay, ho passaporto uruguagio, ho il passaporto italiano e avendo lavorato tanto in America ho anche il passaporto americano honoris causa. Questo mi ha dato il privilegio di poterlo dare a tutti i miei figli per cui tutti e sei hanno il passaporto uruguagio, il passaporto italiano e il passaporto americano. Cosa vuol dire questo? Che loro possono lavorare in America, in tutto il Mercosur cioè dall’Argentina al Messico e in tutta l’Europa. Tutti hanno studiato in università che costano un milione di euro per l’educazione di quattro anni”.