"Una rivoluzione", così Alfonso Signorini ha definito, in termini televisivi, la scelta di Lory Del Santo di entrare nella casa del Grande Fratello Vip a poco più di un mese di distanza dalla scomparsa del figlio, Loren. Riassunto breve: poche settimane fa la showgirl perdeva il suo secondo figlio (dopo la morte di Connor a inizio anni Novanta), facendo coincidere l'annuncio del lutto con un'intervista in cui sceglieva di comunicare la sua volontà di prendere ugualmente parte al reality di Canale 5. Opinione pubblica spaccata in due, discussione che ha invaso la televisione con talk dedicati al pericolo spettacolarizzazione del lutto, inconsapevoli di esserne essi stessi un chiaro esempio.

Fino al punto in cui la decisione di Lory Del Santo si è concretizzata con l'effettivo ingresso nella casa più spiata d'Italia di una donna che ha deciso di elaborare il lutto della morte di suo figlio davanti alle telecamere, spiata 24 ore su 24.

Negli anni in cui la cronaca nera, i delitti e le sparizioni cominciavano a permeare i palinsesti, la critica televisiva e la televisione stessa, che raramente riesce ad evitare la deriva egotista del parlare di se stessa e guardarsi allo specchio, si interrogavano sull'annosa questione dell'approssimazione tra il mezzo mediatico e la realtà. Discussione pubblica che ha trovato nell'arrivo del Grande Fratello in televisione un momento di svolta, in cui il concetto della tv come rappresentazione della realtà, o come "specchio della realtà", ha raggiunto la sua massima popolarità.

Con l'ingresso nella casa del Grande Fratello Vip di Lory Del Santo, in questo ha ragione Signorini, avviene un passaggio fondamentale che segna la storia di questo mezzo di comunicazione: tra la televisione e la realtà non c'è più una divisione. Fosse essa divisoria o riflettente, è avvenuta la definitiva rottura della barriera che separa queste due sfere.

Si può formulare ogni tipo di retropensiero, ma nessun pregiudizio sulla scelta di Lory Del Santo e del Grande Fratello Vip (perché ricordiamo che la produzione avrebbe potuto scegliere di impedirle di partecipare, se avesse voluto) può superare un dato di fatto, ovvero che si sta parlando dell'elaborazione di un lutto, dell'esperienza più intima e personale che può riguardare un essere umano. Davanti a questo le dietrologie decadono, la separazione tra il reale e il televisivo è solo un ricordo e gli effetti di questo avvenimento saranno imponderabili e, probabilmente, impercettibili.