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Lorenzo Crespi: “Non sono povero. Al gelo per colpa di una società Rai, vogliono ammazzarmi”

L’attore, ospite a Domenica Live, chiarisce il dramma che sta vivendo, dopo 8 giorni passati al freddo che hanno peggiorato la sua malattia ai polmoni. A suo dire, sarebbe vittima di un complotto contro di lui.
A cura di Valeria Morini
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Dopo i lunghi sfoghi via social in cui ha spiegato di essere gravemente malato e costretto a vivere in condizioni terribili, Lorenzo Crespi ha fatto chiarezza in un'attesa ospitata a Domenica Live. L'attore è apparso nello studio di Barbara D'Urso dove ha sostenuto affatto di non essere in povertà, ma di essere rimasto senza luce né riscaldamento a causa del mancato pagamento delle bollette da parte della società cui è intestata la sua casa.

L'ultima botta è stata dura. Questi ultimi 8 giorni sono stati massacranti, abbiamo buttato 4 anni di cure. Non si può fare questo a un uomo, ero in una casa che non era intestata a me. Riguardo alla povertà, i social ricamano: io non sono un uomo povero. Ma ho passato questi 8 giorni di gelo sul divano, giorno e notte, forse è il mio addestramento da militare che mi ha consentito di resistere.

La malattia ai polmoni

Crespi ha parlato della grave malattia polmonare che lo affligge da anni: "Non ho mai voluto fare i nomi di chi mi ha curato. Attraverso un vescovo amico di famiglia sono stato persino dallo pneumologo del papa. La mia malattia sarebbe stata curabile se avessi avuto solo una bolla di enfisema. Ma ho come due grappoli di uva, ho un polmone già perforato. Mi devo preparare: ho vissuto una vita combattendo, ho girato il mondo e salvato vite umane, non ho paura di morire. Ma sapevo che, a causa della malattia, tra dieci anni avrei dovuto mettermi la mascherina. A causa di questi 8 giorni al gelo, ora so che dovrò portarla fra 5 anni".

L'attore non è povero, i media hanno frainteso

Crespi si rammarica per il fatto che, dopo il suo sfogo sui social nei giorni scorsi, molti abbiano frainteso pensando che sia povero: "Posso permettermi tre case, andate in camerino e guardate nel mio portafogli. Ho trovato una casa a Messina dove mi dovrei trasferire: una signora me l'aveva affittata a 600 euro. Sui social scrivono che sono senza casa, che non ho i soldi per mangiare e ora la signora mi ha detto che non me l'affitta più. Con il gettone che mi date qui come opinionista posso pagare l'affitto per tre anni, equivale allo stipendio di un impiegato. Barbara mi sta aiutando, abbiamo iniziato un percorso insieme".

Crespi accusa una società della Rai

Poi, finalmente, l'attore ha chiarito qual è il problema con l'abitazione in cui risiede e i motivi per cui ha passato interi giorni al freddo: a causa di mancati pagamenti, luce e gas sono stati tagliati all'improvviso. Crespi accusa direttamente una società di cui non fa il nome ma che sarebbe legata alla Rai, che gli ha fornito l'abitazione.

Il problema è che quelle bollette non sono intestate a me, perché la casa è intestata a una società Rai (non posso fare i nomi), una società collegata a chi mi voleva morto nel 2007. Mi hanno dato la casa e mi hanno promesso 1000 euro al mese, chiedendomi di rendermi disponibile per produzioni televisive. Benissimo, ho risposto. Improvvisamente, mi chiama un avvocato dicendomi che c'era uno sfratto esecutivo nei miei confronti: gli dico che nulla è intestato a me, lui mi risponde che questi non pagano da agosto e che me ne devo andare. Lì dentro è tutto mio, i mobili sono miei. Rispondo di darmi il tempo per portare via tutto. Venerdì sera (il venerdì prima delle elezioni), mi staccano tutto, alle dieci di sera mi trovo i sigilli. Per 8 giorni resto al freddo, a contrarre l'addome. Io li ho i soldi per pagare le bollette, ma non me lo permettono. Si tratta di una truffa inaudita. Io sono malato, non povero, mi hanno messo in trappola per umiliarmi e farmi andare via da Roma. Non mi lascio andare per i miei colleghi, che si sono lasciati andare, per Luigi Tenco e Mia Martini.

Crespi ‘vittima di un complotto', le minacce della ‘ndrangheta

Viene spontaneo chiedersi come mai Crespi non abbia trovato un'altra sistemazione momentanea, ma sia rimasto nella casa benché mancasse il riscaldamento. L'attore ha quindi proseguito con un altro punto focale del suo racconto, in cui ha spiegato come, a suo dire, le persone responsabili del mancato pagamento starebbero in realtà complottando contro di lui. Paranoia o verità? Sta di fatto che, secondo Lorenzo, il tutto va ricondotto alle minacce che subì dalla ‘ndrangheta anni fa:

Mi vogliono ammazzare, mi colpiscono in questo modo. Perché penso che c'è un complotto contro di me? Non faccio nomi, ma ve lo spiego. Nel 2007, a Tropea, durante la lavorazione della mia fiction Gente di mare, mi mandano per posta due proiettili calibro 9, indirizzati a me. Vengo preso, caricato su una camionetta e vengo trasferito dai miei amici cacciatori di Calabria. Nessuno ve ne ha parlato, in tv nessuno l'ha detto. La ‘ndrangheta aveva colpito me, ero costretto ad andare sul set travestito. Mi hanno spiegato che quei proiettili erano il primo avviso, il secondo sarebbe stata la mia morte. Giuro che non avrei mai voluto abbandonare Gente di mare. Ma a marzo non ce l'ho più fatta a vivere così, ho scritto una lettera e ho lasciato la fiction: perché devo vivere nel terrore per colpa vostra (Crespi sembra riferirsi alla produzione della fiction, ndr)? Devo dire queste cose, perché sennò passo per un mostro. Un mostro io, che difendo i bambini, che proteggo da tutta la vita l'Italia. Questa è la vita che faccio. Difendo la mia patria, non mi si può trattare così. Sono orgoglioso della mia vita, ci sono bambini che studiano grazie a me.

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