Il film “Contagion” trasmesso in prima serata su Canale5 il 1° maggio ha messo d’accordo buona parte degli spettatori: esistono decine di analogie tra la pellicola di Steven Soderbergh e la pandemia di coronavirus che ha sconvolto il mondo. Ci sono momenti del film perfettamente sovrapponibili alla realtà. Non tutti, per fortuna. Il finto virus MEV-1 è più letale del SARS-CoV-2, il virus che provoca la Covid-19, con una mortalità compresa tra il 25% e il 30%, e ha un periodo di incubazione molto più breve. Ma ci sono momenti nel film che ricordano esattamente quanto sta accadendo davvero nel mondo.

Scott Z. Burns spiega le analogie

È stato lo sceneggiatore del film Scott Z. Burns a spiegare il motivo delle analogie tra il film Contagion e la pandemia di coronavirus. In un’intervista rilasciata al sito Slate.com, Burns spiega di avere interpellato decine di scienziati per lavorare al film e renderlo credibile. Tutti avrebbero concordato a proposito di un aspetto: “È stato molto strano per me che, sia sui social che nelle conversazioni con gli amici, le persone mi dicessero: ‘È incredibile quanto sia simile’. Non trovo sia così sorprendente, perché gli scienziati con i quali ho parlato, e ce n'erano molti, hanno detto tutti che si trattava di capire quando quello che accade nel film sarebbe accaduto nella realtà, non se sarebbe mai accaduto”.

Gli esperti che hanno collaborato al film Contagion

Contagion non è un film profetico, ovviamente, solo una pellicola scritta con molta attenzione. Per rendere credibile una pandemia generata da un virus lo sceneggiatore ha interpellato decine di medici e scienziati, e ha studiato le gradi pandemie del passato. Anche in quei casi, in attesa del vaccino, le armi a disposizione erano il distanziamento sociale e l’osservanza delle norme igieniche. Alcuni tra gli esperti che hanno collaborato attivamente alla sceneggiatura sono Larry Brilliant, epidemiologo coinvolto nell’eradicazione del vaiolo e Ian Lipkin, professore di epidemiologia della Columbia University.