Leo Gullotta mostra la fede in Tv, simbolo della sua unione con il compagno insieme al quale convive da più di 30 anni. Una relazione culminata con la celebrazione avvenuta lo scorso anno. Il tutto è accaduto a "Io e te", il programma di Rai1 condotto da Pierluigi Diaconel primo pomeriggio, nel corso di un'intervista faccia a faccia con l'attore. Diaco ha approfitto di uno dei suoi momenti di commozione, divenuti una cifra stilistica tipica del programma estivo (che continuerà in autunno, in onda al sabato sera), per mostrare a Gullotta la sua fede e istigarlo in qualche modo a raccontare dell'unione con il compagno. "Tu cosa hai mostrato, la tua fede? io mostro la mia", ha risposto Gullotta. Per poi aggiungere:

I diritti sono conquistati e quindi quando arrivano bisogna approfittarne. Grazie al lavoro di molte persone, oggi è possibile vivere legalmente in questo Paese, che finalmente ha riconosciuto come normali queste unioni.

Tra i personaggi pubblici che più si sono spesi in favore dei diritti LGBT, per quanto in una forma dolce e moderata, senza grida, Leo Gullotta occupa un ruolo di primo piano. Questo perché, oltre ad essere una voce di rilievo della cultura, del teatro e del cinema italiano, quando interpellato in merito ha parlato con estrema serenità e naturalezza della sua omosessualità e della lunga relazione con il compagno, pur impedendo che la sua relazione divenisse oggetto di gossip, tenendola lontana da pettegolezzi. Ne aveva parlato poco tempo fa al Maurizio Costanzo Show, ma anche in una lunga intervista radiofonica nel programma I Lunatici, quando aveva raccontato del suo ‘coming out':

Quando me lo hanno chiesto, io ho risposto. Un giornalista mi chiese se ero omosessuale e io ho risposto ‘sì, perché? Mi dica’. Tutto qui. Poi ho partecipato ad alcune trasmissioni televisive, ma solo per far arrivare a tantissimi ragazzi nelle province un messaggio.

Poi aveva aggiunto: “Non c’è niente di malato. Quando leggo di genitori che disconoscono i figli, penso che questa sia pura ignoranza. Magari si hanno come vicini di casa dei mafiosi, dei delinquenti, dei truffatori, di loro non ci si vergogna”.