Il ritorno in tv era previsto per il 9 aprile, invece Le Iene torneranno su Italia 1 a partire da giovedì 23 aprile in prima serata. Il programma sarà presentato in una versione completamente nuova, che consentirà di rispettare le norme di sicurezza, ma non saranno presenti per la prima messa in onda i conduttori che abbiamo visto al timone dello show nelle ultime puntate: Alessia Marcuzzi e Nicola Savino. La trasmissione è ferma del 7 marzo, poco dopo la scoperta che uno dei collaboratori era risultato positivo al Covid-19.

Condurranno i giornalisti de Le Iene

A raccontare i cambiamenti a cui assisterà il pubblico a partire dalla prossima messa in onda è proprio Davide Parenti, ideatore del programma, che spiega quali saranno le novità sostanziali. Il papà de Le Iene dichiara che lo studio sarà costruito come se fosse una piattaforma virtuale, che ricordi la schermata di Skype o Zoom e il tutto è stato pensato per rispettare le norme anti contagio, previste dall'emittente. Lo show, almeno fino a maggio, è previsto per una volta a settimana, per poi riprendere gradualmente con due appuntamenti. Il 23 aprile ad accogliere nuovamente il pubblico non ci saranno Nicola Savino e Alessia Marcuzzi che, assicura Parenti, "verranno introdotti prima possibile". La prima puntata, quindi, sarà condotta dal trio dei giornalisti: Matteo Viviani, Giulio Golia e Filippo Roma, a cui si alterneranno le donne della trasmissione, ovvero Nina Palmieri, Veronica Ruggieri e Roberta Rei.

Alessandro Politi è il giornalista positivo al Covid-19

Il motivo per cui Le Iene è stato tra i primi programmi della Mediaset a chiudere i battenti è stata la scoperta di un caso di Covid-19 all'interno della redazione. Ad essere risultato positivo al coronavirus è Alessandro Politi. In un video, diffuso pochi giorni fa, il giornalista spiega cosa gli sia accaduto in questo mese, rivelando di non essere riuscito a debellare completamente la malattia, di cui risulta ancora affetto dopo un mese dal primo tampone:

Sono io. Ho aspettato un mese a espormi perché a distanza di 30 giorni sono ancora positivo. Il 5 marzo mi sveglio con fortissimo mal di testa, febbre a 38 e mezzo, mal di gola, un po' di tosse. Non eravamo nel momento dei blocchi, era l'inizio. Provo in tutti i modi a farmi un tampone, che non mi vogliono fare. Spiego che sono un giornalista e sono stato contatto con tantissime persone e mi sono sentito in dovere per tutti loro. Il personale è titubante ma poi accetta. Il terzo giorno non avevo più niente, se non avessi fatto il tampone avrei pensato a un'influenza. Fortunatamente i miei colleghi non hanno sintomi. A distanza di 17 giorni mi viene fatto il secondo tampone di controllo, risulto pienamente positivo (si può essere pienamente positivi, lievemente positivi o negativi). Mi sono spaventato. Resisto grazie ai pochi amici che lo sanno e che mi danno la forza. Il 3 aprile faccio il terzo tampone di controllo, dopo quasi un  mese senza sintomi, ma l'esito è sempre lo stesso: pienamente positivo.