Nonostante sia stata ideata nel 1978, Lamù arriva sul piccolo schermo in Giappone solo due anni più tardi nel 1981, quindi quest'anno cade il 40esimo compleanno di uno dei personaggi più amati del mondo dei manga giapponesi. In Italia, però, le circostanze del suo arrivo in televisione sono piuttosto lacunose, pur essendo uno dei cult degli Anni Ottanta.

Come è nata Lamù

A dar vita al personaggio di Lamù è stata una donna, Rumiko Takahashi, che a soli 21 anni è riuscita a farsi conoscere in tutto il mondo, creando anche altri nomi noti come, ad esempio, l'indimenticabile Ranma. Grazie al suo talento, è diventata una delle più influenti autrici di manga nel mondo nipponico, oltre che una delle più ricche. In Italia arrivò con il titolo di "Lamù, la ragazza dello spazio" e conquistò in pochissimo tempo l'attenzione degli adolescenti, anche perché considerata tra gli anime più seducenti visti finora. In effetti, la protagonista del fumetto ricalca le fattezze di una donna in carne ed ossa, si tratta della modella Agnes Lum, che divenne assai famosa in Giappone, tanto da ispirare la disegnatrice che ha dato vita alla ragazza dai capelli verdi. Inoltre, la versione originale del manga, in effetti, aveva il nome di "Lum", proprio come la modella di cui riprende le sembianze. Eppure, stando ad una ricostruzione della storia, il vero protagonista del manga sarebbe dovuto essere Ataru Moroboshi che, poi, diventerà il grande amore di Lamù.

Dalla serie animata ai film

Il successo di Lamù lo si può intuire dai numerosi episodi che compongono il fumetto, poi diventato anime, e per i film che sono nati con protagonista l'avvenente ragazza aliena. Per la precisione i film sono sei e i primi tre della saga si trovano anche su Netflix, si tratta di Beautiful Dreamer, Only You e Remember My Love, tutti realizzati tra il 1983 e il 1985. Nel nostro Paese sono stati trasmessi 195 episodi, fino al 2010, finché nell'estate del 2019 Italia 1 non ha riproposto la visione della serie animata.