La fiction di Canale 5 ritorna protagonista della prima serata. "L'amore strappato" vince gli ascolti della domenica sera con il 19.3 % di share, e dopo anni in cui le produzioni Mediaset stentavano a raggiungere risultati soddisfacenti e appaganti per il pubblico, sembra essere arrivata una boccata d'aria nuova.

Un pubblico diverso

Cosa è cambiato dagli anni in cui L'Onore e il Rispetto, Le Tre Rose di Eva primeggiavano sul piccolo schermo? Innanzitutto sono cambiate le esigenze degli spettatori, in un'epoca in cui le serie televisive spuntano da ogni dove e sono reperibili in qualsiasi momento, il fruitore della televisione generalista deve poter essere attratto da una storia che sia coinvolgente, nella quale potersi riconoscere o che, al contrario, possa interessarlo perché lontano dalla sua quotidianità. La scelta di La scelta di Ricky Tognazzi e Simona Izzo è stata, a questo proposito, una scelta vincente. L'idea di realizzare e produrre un film che trattasse di una storia realmente accaduta, una storia italiana, che abbia il supporto di una versione cartacea con il libro inchiesta "Rapita dalla Giustizia", si è rivelata un'idea forte, garante di un successo non necessariamente scontato.

Il terribile errore della realtà

La storia di Angela Lucanto e della sua famiglia non ha nulla di surreale, l'errore giudiziario è paradossale quanto lo è la realtà stessa, considerando che il tema degli abusi è particolarmente delicato e nella cronaca giornaliera proliferano i casi giudiziari di questo genere, il timore che si riflette nella popolazione è quello che milioni di telespettatori hanno mostrano appassionandosi alla tormentata vicenda di una famiglia distrutta, una famiglia dilaniata dalle insinuazioni e sgretolata da una giustizia frettolosa e talvolta anche cieca. Il successo de "L'amore strappato" è qui, nella sua realtà, seppur romanzata in certi punti ed enfatizzata dalla recitazione, ma traspare la difficoltà di affrontare dei temi ostici come quello degli abusi sui minori e quello della giustizia che, talvolta, di giusto ha ben poco.

Una serialità vincente

Ma sicuramente ciò che ha permesso alla fiction di ottenere i risultati sperati sta nel nuovo "format" adottato da Canale 5, che vede la produzione di storie che si esauriscono nell'arco di tre, quattro puntate, come è accaduto anche per le precedenti "Non mentire" e il più recente "Il silenzio dell'acqua" con Giorgio Pasotti e Ambra Angiolini. La possibilità di seguire un racconto che si attenga ai canoni della narrativa seriale, ma si concentri in un tempo più ridotto e meno estenuante, consente di trattare delle storie che non siano per forza di cose ricche di colpi di scena, che richiamino la realtà dei fatti, che possano riprodurre dei casi di vita vera e vissuta. L'attrattiva data dalle questioni di carattere sociale è la risposta ad un cospicuo numero di fiction il cui fulcro era la spettacolarità e la finzione marcatamente esibita.

La scelta degli attori

"L'amore strappato" con l'interpretazione di Sabrina Ferilli, di nuovo consacrata regina delle produzioni Mediaset, si è guadagnato un posto di favore nelle prime visioni di queste domeniche primaverili, confermando l'importanza di un cast ben ragionato, che punti alla qualità delle performance attoriali e riesca a coinvolgere emotivamente il pubblico che si appassiona, si immedesima e, come in un processo di fidelizzazione, ritorna soddisfatto a guardare la televisione.