A sinistra Angela Lucanto, a destra Ricky Tognazzi
in foto: A sinistra Angela Lucanto, a destra Ricky Tognazzi

Domenica 14 aprile, Canale5 trasmetterà il gran finale de ‘L'amore strappato‘, fiction ispirata alla storia di Angela Lucanto. Ricky Tognazzi si è raccontato ai microfoni di Fanpage.it. Il regista ha rimarcato l'impegno e la dedizione profusi in questo progetto e ha svelato le difficoltà sorte durante la realizzazione della miniserie. Ha smentito di aver avuto uno scontro con Mediaset e ha assicurato che Angela Lucanto (qui la sua storia) oggi sta bene ed è felice: "È diventata mamma da poco".

Gli spettatori hanno accolto ‘L’amore strappato’ con affetto ed entusiasmo. Si aspettava un tale riscontro?

È stato un sollievo. Noi ce l’abbiamo messa tutta. Abbiamo fatto il nostro lavoro con impegno e determinazione. Sapevamo di affrontare una fiction ostica, con un tema molto delicato e respingente, un tabù come la pedofilia. Nonostante ciò, c’è stato un ottimo gradimento che ci ha reso felici.

Ho notato che ha manifestato sui social il suo disappunto per le troppe interruzioni pubblicitarie…

(Ride, ndr) spero che questa possa essere un’occasione di chiarimento. C'è stata un po' di ingenuità da parte mia nel considerare il dialogo con gli internauti come una chiacchierata tra amici. Certo, la pubblicità in un momento chiave della trama mi ha fatto fare un salto sulla sedia. Ma da lì a montare un caso con titoloni come ‘Ricky Tognazzi contro Mediaset’ ce ne passa. Non ho avuto alcuno scontro con Mediaset, lungi da me. Posso solo essere grato alla rete per aver avuto il coraggio di mettere in scena una storia come questa.

Elena Minichiello ha avuto un momento di crisi

Quali sono state le difficoltà maggiori da gestire sul set?

Trattare con i minori. Era difficile raccontare la storia a una bambina e fare in modo che si immedesimasse. Nonostante i genitori fossero sempre presenti, ci sono stati momenti di sincero dolore e imbarazzo. La nostra piccola protagonista, Elena Minichiello, a un certo punto non era sicura di farcela a  interpretare il ruolo di Arianna. Abbiamo fatto un provino in cui veniva strattonata, veniva portata via. Chiedeva: "Dove andiamo? Voglio la mamma". Quel giorno, quando è tornata a casa ha avuto una crisi.

Alla fine, però, ha deciso di restare.

Simona (Izzo, ndr) le ha parlato, le ha detto: "Se non lo vuoi fare non c’è problema, noi siamo molto contenti di averti conosciuto. Sei molto brava, ci saranno altre occasioni". Poi Elena ci ha ripensato e con grande tranquillità, con i genitori, ha deciso di andare avanti.

La vera storia di Angela Lucanto presenta aspetti ancora più crudeli di quelli riportati nella fiction. Come mai ha scelto di non raccontare alcuni episodi?

Non abbiamo raccontato gli episodi più pesanti non per censura, ma per rendere la storia universale. Abbiamo tentato di non essere mai manichei. Odio le storie dove ci sono i buoni e i cattivi. Ne ‘L’amore strappato’ sono tutti delle vittime. Sono persone in buona fede, che vogliono fare il bene della bambina. Ho preferito arrivare a quella che chiamo l’essenza della verità. Sono rimasti i sentimenti, l’angoscia dei protagonisti, il disprezzo per il povero Macaluso che ci ha messo anni a superare questo trauma.

I genitori di Angela Lucanto sono ancora traumatizzati

Angela Lucanto le ha dato il suo parere su ‘L'amore strappato'?

Angela sta bene, oggi è felice, ha appena avuto un bambino. I genitori sono ancora fortemente traumatizzati per quello che è successo, però spero che questa storia possa essere un riscatto per loro. Abbiamo visto insieme il primo episodio, erano colpiti e commossi. Non conosco il giudizio generale. Probabilmente, fosse stato per loro, avremmo dovuto essere più duri, più cattivi. Lo comprendo…quando si riceve una coltellata così, rimane tanta rabbia dentro.

I genitori di Angela hanno avuto un ruolo attivo nella realizzazione della serie?

Si sono messi a disposizione, ma non erano presenti ossessivamente sul set. Sabrina (Ferilli, ndr) ha preferito non avere contatti con loro per non essere condizionata nell’interpretazione del personaggio di Rosa. Il film è liberamente ispirato alla storia vera e questo ha lasciato margini di libertà a tutti.

Il video in cui Angela Lucanto accusava il padre è sparito

So che lo Stato ha presentato il conto alla famiglia Lucanto.

Sì, ne parliamo nel terzo episodio. Fino a quando non è stata affidata a un’altra famiglia, la bambina era sotto le cure dello Stato, che ha delle spese di mantenimento. A un certo punto, ai genitori sono arrivati da pagare 60 milioni di lire. Già erano a pezzi, poi gli sono arrivati questi 60 milioni tra capo e collo. Ma c’è un altro aspetto paradossale in questa storia.

Quale?

Il video in cui Angela darebbe addosso al padre (con la promessa di poter rivedere la madre, ndr), in realtà è scomparso. Si parla di questo nastro ma non è mai stato trovato. Nella fiction lo abbiamo raccontato lo stesso, abbiamo messo il nastro in scena. E partendo da lì, abbiamo ripercorso tutta la storia.

‘L'amore strappato' è firmato anche da Simona Izzo che ha definito questa collaborazione come ‘Un omaggio d’amore a una storia d’amore’. Com’è lavorare con sua moglie?

C’è chi dice ‘L’amore è una croce che va portata in tre’ (ride, ndr). Ecco, noi portiamo questa croce in tre da tanti anni. Il terzo incomodo non è un altro o un’altra ma il film che stiamo facendo. Ciò ci ha permesso di farcela. La passione per lo stesso lavoro ci ha tenuto insieme, ci ha fatto discutere ma ci ha anche insegnato tanto. Il bello di questo mestiere è approfondire le storie e conoscere i personaggi, sognarli, portarli alla vita. Tutto ciò, fatto all’interno di una coppia, è un bel modo per stare insieme. Siamo uniti dalla fantasia. Siamo veramente fortunati.

Dopo il successo de ‘La vita promessa’ e de ‘L’amore strappato’, cosa c’è all’orizzonte?

Ci sono tanti progetti. Stiamo cercando di capire se ci sia lo spazio narrativo per la seconda stagione de ‘La vita promessa’. Siamo pieni di storie nel cassetto che avremmo voluto raccontare ma non ci siamo riusciti. Vediamo cosa succede.