3 Febbraio 2016
18:03

Quando Sgarbi ‘umiliò’ Maria De Filippi, che gli diede ragione

Un reperto storico televisivo, protagonisti anche Emma Marrone e Massimo Giletti, in cui la forza corrosiva della parole di Sgarbi raggiunge la massima espressione. Il critico disse: “Maria De Filippi ha iniziato a lavorare dopo aver conosciuto Costanzo, ma non va giudicata. La dignità di una donna sta nella scelta che una donna fa”.
A cura di Andrea Parrella

La televisione è un grande agglomerato di momenti, per lo più imbarazzanti. In questo immenso groviglio in cui si intrecciano gli sterminati archivi delle tv generaliste, ogni tanto si scovano piccole gemme che, col tempo, acquisiscono un inestimabile valore. In molti di questi casi si riempiono di significato in virtù di quello che la storia ha raccontato prima che le rivedessimo, in altri vivono di senso proprio. In tale grandissimo registro, tante perle contengono fra i tag di riferimento il nome di Vittorio Sgarbi, che non necessita di presentazioni tanto dirompente è stata la sua personalità nel corso degli anni, al punto da renderlo un ospite adatto, di fatto, a qualsiasi tipo di trasmissione immaginabile, senza distintizione di genere.

Andando a scavare tra le sue tante performance televisive (oltre alla prima, storica, con Mike Bongiorno) c'è la possibilità di risalire a spezzoni clamorosamente evocativi della capacità di Sgarbi di non deludere mai le aspettative, di rimanere personaggio autentico e capace di saper incastonare alla perfezione le parole per arrivare ad esprimere il concetto più sconveniente, che tuttavia buona parte di chi lo ascolta ha nella testa. A poche ore dalla vittoria al Festival di Sanremo di Emma Marrone, nel giorno di massima espressione dell'equazione Maria De Filippi – successo assicurato, il critico osò scavare nelle radici della dinastia, facendo emergere un ragionamento così ovvio, ma universalmente sconveniente, da essere stato sommerso dal pensiero unico.

Si parlava, a L'Arena di Giletti, delle famose "cene eleganti" riguardanti il processo Ruby, quando Emma Marrone, per difendere le giovani ragazze che a quelle cene decidevano o meno di prendere parte, si lanciava in un parere dal quale sarebbe poi nata la contestazione di Sgarbi. Letale l'uso della parola "pietà" nei confronti di queste ragazze, troppo giovani e forse con storie alle spalle non proprio felici. Sgarbi coglie la palla al balzo e contesta alla Marrone l'uso della parola pietà utilizzando il termine di paragone di Maria De Filippi:

Queste ragazze hanno fatto scelte, come molte persone che decidono di vedere nella televisione e in un uomo di potere un riferimento. Per esempio parliamo di Maria De Filippi, che è entrata in televisione dopo aver incontrato Costanzo. Dobbiamo per questo giudicarla con pietà o come una persona che ha scelto una scorciatoia? La dignità di una donna è la scelta che una donna fa, compreso di utilizzare la sua bellezza.

La reazione in studio, prima timida, sfocia in un applauso del pubblico, interrotto da Giletti che si preoccupa subito di marcare una differenza tra la De Filippi e queste ragazze, probabilmente fraintendendo l'argomentazione di Sgarbi. Dopo qualche secondo arriva in studio la telefonata della De Filippi, che inaspettatamente da ragione a Sgarbi. Forse potrebbe bastare questa telefonata a spiegare il perché della forza e della grandezza di Maria De Filippi.

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