In un momento storico in cui i baci sono impossibili, dal palco della prima serata del Festival di Sanremo Matilda De Angelis dedica uno dei suoi interventi ai baci, “per non dimenticarne la potenza”. L’attrice lo ha fatto citando una poesia di Edmond Rostand e portando sul palco una foto diventata simbolo della fine della seconda guerra mondiale, il bacio a Times Square tra il marinaio George e l’infermiera Greta. Un’immagine che ha fatto la storia e che una sua storia, raccontata negli anni da decine di punti di vista.

I protagonisti della foto del bacio a Times Square

Scattata a Times Square il 14 agosto 1945 alle ore 17.51 dal fotografo Alfred Eisenstaedt, la foto racconta i festeggiamenti spontanei esplosi per strada a New York dopo la vittoria sul Giappone, un giorno conosciuto anche come V-J Day. I soggetti del fortunato scatto sono Greta Zimmer Friedman, infermiera presso un dentista di Times Square, e il marinaio George Mendonsa (almeno secondo le ricostruzioni della maggior parte dei giornalisti che hanno indagato sull’identità dei protagonisti dello scatto dopo che numerosi furono coloro che dichiararono di riconoscersi nei soggetti ritratti). Greta e George non si conoscevano, si incontrarono per strada appena dopo l’annuncio del presidente Truman che annunciava l’uscita dalla guerra degli Stati Uniti. “Non era proprio un bacio”, raccontò la Friedman nel 2005 nell’ambito di un’intervista per il progetto Veterans History, “era solo qualcuno che festeggiava, non era un evento romantico. Ma solo un modo per ringraziare Iddio che la guerra fosse finita. Quell'uomo era molto forte. Io non lo stavo baciando. Fu lui a baciare me”. Diverse le polemiche nate dopo la pubblicazione della foto, da più parti considerata una violenza più che un gesto romantico.

Il fotografo: “Il marinaio correva afferrando qualsiasi ragazza vedesse”

A raccontare come fu ottenuto lo scatto, testimoniando la fulmineità del gesto privo di ogni posa, fu il suo autore, il fotografo Alfred Eisenstaedt: “A Times Square nel V-J Day, ho visto un marinaio che correva lungo la strada afferrando qualsiasi ragazza vedesse. Che lei fosse una nonna, robusta, magra non faceva differenza. Stavo correndo davanti a lui con la mia Leica guardandomi indietro, ma nessuna dei possibili scatti mi piacevano. Poi, all'improvviso, in un lampo, ho visto che afferrava qualcosa di bianco: mi sono girato e ho cliccato nel momento in cui il marinaio baciava l'infermiera. Se lei fosse stata vestita con un abito scuro non avrei mai preso l'immagine. Lo stesso se il marinaio avesse indossato una divisa bianca. Ho scattato esattamente quattro immagini, nel giro di pochi secondi. Solo una era giusta, a causa del bilanciamento. Nelle altre l'enfasi è sbagliata, il marinaio sul lato sinistro è troppo piccolo o troppo alto. La gente mi dice che quando io sarò in cielo mi ricorderanno per questa immagine”.