Il pubblico italiano si è commosso per quanto accaduto a Toni Capuozzo, ricoverato in ospedale per problemi cardiaci. Il giornalista, storico inviato di guerra e conduttore di "Terra!", ha fatto sapere tramite un semplice post Facebook di essere stato operato al cuore, un intervento che fortunatamente è andato bene. Pochi, forse, conoscono la storia personale di Capuozzo: sposato, con due figli, il cronista si è sempre detto "genitore di due figli e mezzo". Ai tempi della guerra nell'ex Jugoslavia, infatti, ha preso sotto la sua ala protettiva un ragazzo bosniaco di nome Kemal.

La storia di Kemal, figlio adottivo di Toni Capuozzo

All'epoca, Capuozzo si trovava a Sarajevo come inviato. Kemal aveva pochi mesi di vita quando era stato vittima dei bombardamenti serbi. La madre morì, lui perse una gamba. Il giornalista decise di portarlo in Italia prima che cominciasse a camminare, affinché fosse dotato subito di una protesi. Capuozzo lo portò nel nostro Paese di nascosto, si occupò delle cure del bambino e lo tenne con la sua famiglia fino al compimento dei cinque anni. A quel punto, Kemal, che aveva frequentato un asilo italiano, su decisione del tribunale dei minori tornò dal padre naturale a Sarajevo. Capuozzo, però, ha continuato ad andarlo a trovare, tanto che il ragazzo, oggi 27enne, chiama "papà" sia Toni che il vero genitore. Nel corso degli anni, Kemal è stato sottoposto a ben 24 operazioni chirurgiche, molte delle quali alla gamba amputata per stabilizzare e "correggere" l'arto, dal momento che l'osso ha continuato a crescere. Per molto tempo, a causa delle leggi, Kemal non ha potuto venire in Italia a far visita alla sua famiglia "adottiva", quella che si è occupata di lui nei suoi primi cinque anni di vita. Poi, il ragazzo ha dovuto affrontare un nuovo dramma.

Il tumore di Kemal e l'appello di Capuozzo

Qualche anno fa, infatti, a Kemal è stato diagnosticato un tumore. Dopo due anni di lotta contro la malattia, con sette cicli di chemioterapia e un'operazione, nel 2017 Capuozzo si è attivato per permettere al giovane, alle prese con un linfonodo che minacciava gravemente il rene sinistro, di ottenere i permessi ministeriali per venire in Italia a sottoporsi a un nuovo delicato intervento. Il giornalista ha lanciato un appello via web che ha fatto rapidamente il giro dei social (con l'hashtag hope4kemal) e si è trasformato in una petizione online. Ha inoltre scritto una lettera aperta indirizzata al ministro della Salute Beatrice Lorenzin: "Ha bisogno di essere operato con urgenza perché un linfonodo minaccia il rene. Alla vigilia del ricovero a Sarajevo gli è stato detto che non è possibile operarlo lì. In Italia, invece, sarebbe possibile sottoporlo a un’operazione, certo difficile e complessa, ma che potrebbe salvargli la vita". La Lorenzin ha quindi dato l'ok alla venuta di Kemal in Italia.

Una storia a lieto fine

Nel dicembre 2017, Kemal è stato operato. Da allora, Capuozzo ha tenuto il pubblico costantemente informato sui progressi del ragazzo, che nel corso degli ultimi due anni è stato sottoposto a continue cure per il tumore e ad altri interventi (sei in tutto, tra Bosnia e Italia), l'ultimo dei quali nella primavera 2019. Al 17 settembre si data il più recente post del giornalista su di lui: "Ieri visita di controllo per Kemal a 5 mesi dall'ultima operazione (…) Tutto bene, può tornare a casa. Per scrupolo prossima visita di controllo fra tre mesi. Ma insomma, qualcosa che assomiglia alla fine del tunnel si vede, anche se si esita a dirlo per scaramanzia".

L'operazione al cuore di Toni Capuozzo

A seguito di un malore, a novembre 2019 è stato Capuozzo ad aver bisogno di un'operazione chirurgica. Il giornalista ha dato l'annuncio a intervento completato, rassicurando tutti: "Adesso, a cose fatte, posso dirvelo. Questo vecchio cuore malandato vi vuole bene, ma non vi libererete facilmente di me". Immediata la solidarietà del pubblico e degli amici nei suoi confronti. Stavolta, è stato Kemal a fare il tifo per il suo secondo "papà".