Una delle serie televisive che più hanno avuto successo nel corso dell'ultimo anno è stata Come vendere droga online (in fretta) che è apparsa per la prima volta su Netflix a maggio 2019 e a luglio 2020 è già arrivata una seconda stagione, a cui seguirà anche una terza. Vendere droga online, creando un sito sul quale si può acquistare la dose desiderata tramite bitcoin e diventare ricchi in maniera impressionante, questa la sceneggiatura di un prodotto destinato ad avere un successo clamoroso, se non fosse che non ha nulla a che vedere con l'estro di alcuni sceneggiatori, ma è una storia realmente accaduta. Quella raccontata da Netflix è la storia di Maximilian S. un ragazzino appassionato di tecnologia che, per riconquistare la sua ex fidanzata (Lisa nella serie), decide di cimentarsi in un'attività che possa fruttargli in termini di guadagno, ed ecco che ‘spacciare' su internet, con la complicità del suo migliore amico nerd di nome Lenny, sembra la soluzione più efficace. Ma anche i piani orditi con maestria, prima o poi, fanno i conti con le loro falle.

Lisa, Mortiz, Dan e Lenny in Come vendere droga online
in foto: Lisa, Mortiz, Dan e Lenny in Come vendere droga online

Cosa è vero della serie Come vendere droga online

Maximilian S., che alcuni chiamano anche Moritz, come il suo corrispettivo nella serie, che si chiama per l'appunto Moritz Zimmermann (interpretato Maximilian Mundt), all'età di 17 anni crea un impero nella darknet completamente da solo, mentre in Come vendere droga online con lui c'è anche Lenny (Danilo Kamperidis), il migliore amico nerd che progetta la piattaforma online sulla quale poi poggeranno tutta la loro attività criminale. Era il 2013, quando a Lipsia il giovane Max apre un "negozio" di droga online chiamato Shiny Flakes che fin dagli inizi gli consentì di guadagnare un enorme quantitativo di denaro in Bitcoin, che venne giustificato con un sito di web-design fittizio. Nella serie Netflix il nome dell'e-commerce è MyDrugs, dopo l'impresa fallimentare della startup MyTeams. In pochi mesi le richieste di dosi si moltiplicarono, le spedizioni divennero sempre più frequenti e Maximilian S. divenne, a tutti gli effetti, uno dei maggiori spacciatori di droga tedeschi e il tutto senza mai muoversi dalla sua camera, nell'abitazione in cui viveva con la madre, in un noto quartiere residenziale di Lipsia.

Gli errori che portarono alla fine di Shiny Flakes

Qualcosa, ovviamente, andò storto. Il meccanismo perfetto di ordini-spedizioni-pagamenti crollò per un piccolo errore che Max commise nel gestire i pacchi da dover indirizzare ai suoi clienti. L'allora 18enne spediva i suoi pacchetti principalmente nei paesi di lingua tedesca, ma alcune spedizioni arrivavano fino in Indonesia, a volte con le poste, altre volte con stazioni di ritiro automatiche o cassette postali e, per gli ordini più grandi, con spedizioni tracciate. Furono degli errori commessi proprio per le spedizioni, che portarono la polizia ad insospettirsi. I traffici di droga si erano moltiplicati nel giro di due anni e le autorità erano in cerca di coloro che riuscivano a gestire questo enorme giro di affari illegale. Fu così che seguendo la via delle consegne, si trovarono ad aprire un pacco lasciato a giacere in un centro di smistamento postale: una volta aperto scoprirono il ‘bottino'. Dopo aver avuto mandati di perquisizione in varie zone della Germania, gli agenti scovarono la "tana" di Maximilian S., decretando la fine di Shiny Flakes.

L'arresto e la condanna a 7 anni

Quando arrivarono all'abitazione del ragazzo, lui corse immediatamente in camera sua per distruggere il suo hard-disk, ma non fece in tempo ad eliminare tutto e da quel che rimase la polizia potè ricostruire il suo losco giro. Furono confiscati 48.000 euro in contanti e un'incredibile scorta di 320 chili di tutti i tipi di droghe (hashish, ecstasy, metanfetamine, MDM) ordinate e immagazzinate negli scaffali della sua cameretta, che insieme ammontavano a poco più di 4 milioni di dollari. Una cifra esorbitante, per la quale Max poteva essere definito, senza clamori, uno dei giovani più ricchi della Germania e non solo. Alcuni degli agenti che ispezionarono la camera, affermarono dopo l'arresto: "Non era esattamente una tipica camera dell’infanzia. Piazzava tutto sugli scaffali. Non teneva registri di bilancio, ma aveva tutto il necessario per impacchettare e smazzare la droga. Moritz ha fatto tutto il possibile per non dover allargare la propria “azienda”, voleva lavorare da solo". Qualcuno degli agenti ha perciò aggiunto commenti del tipo "Voleva giocare a fare Dio" per sottolineare il fatto che volesse gestire tutto in solitudine, quasi in preda a un delirio di onnipotenza.

Nonostante i capi d'accusa fossero piuttosto gravi, facendosi processare come minore, dal momento che all'inizio dell'attività non aveva ancora compiuto 18 anni, nel 2015 Max vide ridursi la pena di più della metà, a 7 anni di prigione. Il ragazzo dovrebbe uscire definitivamente di prigione nel 2023 e nel frattempo sta usufruendo della libertà vigilata durante il giorno, cosa che gli ha consentito di assistere anche ad alcune riprese della serie Netflix sulla sua vita.  Il creatore della serie, Matthias Murmann, quando ha incontrato il vero Max ha poi affermato: "È stato interessante osservare la sua mentalità, ci ha anche detto come sistemava i carichi di merce che gli arrivava."