La prima nuova volta di Fabrizio Frizzi e Rita Dalla Chiesa non si scorda mai. Si è conclusa da poco la prima puntata de La posta del cuore, il nuovo programma del pomeriggio che accompagnerà gli spettatori di Rai Uno per tutta l'estate e l'impressione è che appare un format tagliato a misura del suo pubblico di riferimento. Nessuna sperimentazione, niente che resterà negli annali della tv, ma è racconto senza fronzoli di storie d'amore da tutta Italia. L'impostazione è classicissima, uno studio tranquillo che ricorda la televisione degli anni Ottanta e che comunica da subito con chiarezza a chi va a rivolgersi. Frizzi è il conduttore, si muove tra lo studio ed una poltrona, c'è la postazione per Rita Dalla Chiesa e per le due opinioniste, la blogger Claudia De Lillo e la psicoterapeuta Grazia Geiger. Si raccontano storie, si ascoltano testimonianze, si leggono lettere, si va in esterna con un inviato, l'ex "iena" Niccolò Torielli, ma tutto appare piatto e senza ritmo.

Che cosa manca a "La posta del cuore"? In questi quaranticinque interminabili minuti di trasmissione, quello che manca è il mordente, il ritmo. Il fatto che la trasmissione sia registrata penalizza molto e un format del ventunesimo secolo, non può non avere uno straccio di confronto con i social. L'impressione è che questa ‘posta del cuore' sia un'occasione mancata, anche se nelle mire della produzione non ci sono ambizioni particolari, se non quelle di coprire un buco nella programmazione estiva. Peccato, però, perché potrebbe trasformarsi in qualcosa di leggero, spendibile anche durante il periodo che conta.