3 Dicembre 2020
19:09

La Netflix della cultura italiana, Granato (M5s): “Chili società indebitata, il MiBACT chiarisca”

Il Movimento 5 Stelle presenta una interrogazione parlamentare per fare luce sulla scelta del ministero di coinvolgere Chili Tv nella creazione della piattaforma digitale a sostegno della cultura italiana. La capogruppo in commissione cultura del Movimento 5 Stelle Bianca Laura Granato a Fanpage.it: “Chiediamo che ruolo avrà il MiBACT, visto che ci mette 10 milioni e perché non sia stata coinvolta la Rai”.
A cura di Andrea Parrella

Arrivano le prime reazioni politiche alla decisione del Ministero dei Beni Culturali di coinvolgere un privato, e non la Rai, nella realizzazione di una piattaforma digitale a sostegno dell'arte e dello spettacolo, nota ormai come Netflix della cultura italiana. Chili Tv è stata coinvolta nella NewCo finanziata da Cassa Depositi e Prestiti con 9 milioni, alla quale partecipa anche il MiBACT con i 10 milioni di euro di spesa autorizzati nel Decreto Rilancio per il 2020.

Gli esponenti del Movimento 5 Stelle in commissione Cultura al Senato hanno presentato una interrogazione parlamentare, per chiedere approfondimenti sulle ragioni del coinvolgimento di una società privata, ma anche sul controllo che il ministero finirebbe per avere sull'iniziativa. Raggiunta da Fanpage.it la capogruppo in commissione Cultura dei 5 Stelle Bianca Laura Granato esprime i suoi dubbi: "Abbiamo appreso che è stata costituita questa NewCo con il 51% di partecipazione per Cdp e il 49% di Chili Tv che aveva già una posizione debitoria con 8 bilanci in passivo per oltre 50 milioni di euro di debiti".

Quali sono le vostre principali perplessità?

Le quote della Newco sono ripartite tra Cdp e Chili, non capiamo dunque che ruolo avrebbe il MiBACT, visto che ci mette anche i 10 milioni che noi avevamo stanziato. Chiediamo chiarimenti in base al testo unico delle società partecipate pubbliche e perché non si sia deciso di avvalersi di RaiPlay, che esiste già ed è pagata dai contribuenti. 

La cifra di 10 milioni è vincolata a questa specifica spesa?

No, non sono stati bloccati per un'operazione nel dettaglio, ma appunto per una piattaforma digitale destinata ad iniziative culturali, spettacoli dal vivo e, più in generale, dare un sostegno ai lavoratori del mondo dello spettacolo in difficoltà.

Il ministero non sembra aver reso chiari i dettagli dell'operazione. Si sa come sarà questa Netflix della cultura italiana?

La situazione è abbastanza fumosa e bisogna fare chiarezza. Al momento si sa unicamente che si tratta di una piattaforma per la diffusione della cultura, iniziative di vario tipo come spettacoli e concerti, ma anche per sale museali ed esposizioni varie. 

Non sono arrivati commenti e rimostranze di alcun tipo da CdA Rai e presidenza. Non è un po' strano?

Sì, lo è e infatti chiederemo anche un approfondimento in commissione di vigilanza Rai, sicuramente saranno necessarie delle audizioni, almeno per quanto riguarda la presidenza della Rai ed eventualmente il CdA. Appare strano, qualora emergesse, che RaiPlay non abbia dato disponibilità per questo progetto. 

C'è un fronte di opinione diffuso per il quale ci si chiede se ci sia effettivamente bisogno di questa piattaforma o di una nuova piattaforma in generale. 

L'iniziativa doveva andare a beneficio dei lavoratori del mondo dello spettacolo per delle esibizioni retribuite, ma fatta così non ha molto senso, perché i soldi vanno alla piattaforma anziché al mondo dello spettacolo. 

Si potrebbe eventualmente cambiare la destinazione di questi 10 milioni?

Il meccanismo potrebbe anche prevedere un cambio di destinazione, sempre con la stessa finalità per piattaforme digitali, ma con una modalità diversa. 

Dietro Chili c'è un ex candidato a sindaco di Milano per il centrodestra, Stefano Parisi. Immagina possano esserci implicazioni politiche?

Io non escludo nulla, vogliamo vederci chiaro e non possiamo sapere se ci siano legami trasversali. Proveremo a capirlo.

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