Campo Ritrovamento Yara

Dal 26 febbraio 2011 non si parla di altro: da sabato pomeriggio è arrivata la notizia del ritrovamento del corpo di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa il 26 novembre scorso da Brembate di Sopra, un piccolo paesino in provincia di Bergamo. Di Yara si persero tutte le tracce e sono state tante le ipotesi degli investigatori che hanno prima accusato un nord africano, poi si sono concentrati su un gruppo di balordi a bordo di un furgoncino bianco, poi c'era la pista di un maniaco sessuale, o quella di un rapimento per riscatto.

Sta di fatto che le indagini non hanno portato a nessun risultato e il ritrovamento del corpo della ragazzina dà l'avvio, purtroppo ad un'altra fase delle indagini, non più quella destinata a ritrovare Yara ma quella che ha come obiettivo scoprire il nome dell'assassino. Perchè proprio di omicidio si tratta: dalle prime analisi sul corpo della ragazza si pensa che sia stata prima soffocata e poi pugnalata con forza più volte e poi abbandonata nel campo, non si sa ancora quando però.

Gli interrogativi sulla morte di Yara sono ancora tanti e alimentano tutte le trasmissioni televisive che hanno un minimo spazio per la discussione.

Già sabato sera ci fu lo Speciale Studio Aperto Live sulla morte di Yara, ma il giorno seguente, la domenica, sia L'Arena di Giletti che Domenica 5 con Brachino si sono occupati ampiamente del caso con approfondimento, spesso inutili perchè non si sapeva ancora nulla sull'autopsia e sulle indagini, quindi si ascoltavano solo tante ipotesi con il solo pretesto di catturare l'attenzione del pubblico. Obiettivo riuscito per Giletti che è stato seguito da oltre 5milioni di telespettatori nel suo speciale dedicato a Yara.

Nel corso delle giornate le notizie relative al caso aumentano e anche le trasmissioni che si occupano nel caso. Una di queste che ha seguito molto il caso di Yara è Porta a Porta che sia il 28 febbraio che il 1 marzo ha dedicato l'intera puntata alle ultime notizie sulla morte di Yara.

Bruno Vespa aveva come ospiti in studio Paolo Crepet, la criminologa ed esperta della macchina della verità Roberta Bruzzone e Simonetta Matone. Ci si chede chi è l’assassino e tutti sembrano essere d'accordo sul fatto che Yara conoscesse il suo assassino visto che dopo aver lasciato la palestra ha mandato messaggi con il cellulare e si presume che fosse già nell'auto di colui che da lì a poco l'avrebbe uccisa. Quindi un conoscente, qualcuno di Brembate che finora gira industurbato per la città. E si parla dettagliatamente dell'autopsia, delle tracce trovate, del modo in cui è stata uccisa, molto crudamente e si viene a sapere che non c'è stata violenza sessuale sul corpo di Yara.

Lo stile di Vespa in questo tipo di puntate è molto particolare: si cerca di analizzare la situazione con i dati che si hanno a disposizione, fare approfondimenti con gli inviati sul luogo e chiedere ad esperti criminologi di fare delle ipotesi ma regna sempre in studio un'atmosfera drammatica in cui tutte le cose dette vengono prese come se fosse la verità e manca poco che Vespa non faccio costruire il plastico del campo in cui è stato ritrovato il corpo di Yara.

Sta di fatto che, oggettivamente, queste trasmissioni però non aggiungono niente di nuovo alla risoluzione del caso e servono solo a far crescere gli ascolti dei programmi che si occupano dei tragici fatti di cronaca. Basti pensare che il 28 febbraio Porta a Porta ha fatto registrare un boom di ascolti con il 21,5% di share in seconda serata. E altrettanto successo lo ha ottenuto nella seconda serata del 1 marzo quando si è opposto a Matrix di Alessio Vinci che si è occupato sempre di Yara con uno stile leggermente diverso.

C'è molto da riflettere su questi dati: visto il successo di pubblico di questi programmi significa che la spettacolarizzazione del dolore è ampiamente apprezzata dagli italiani.

https://www.youtube.com/watch?v=YYao4LsRqO4