yara matrix

La notizia del ritrovamento del corpo di Yara Gambirasio ha scosso tutta l'Italia nel freddo pomeriggio del 26 febbraio 2011 a tre mesi esatti dalla scomparsa della ragazza da Brembate di Sopra, un paese del bergamasco.

Le speranze di ritrovare Yara viva sono così definitivamente scomparse dopo che un uomo che vagava in un campo a 10 km da Brembate ha scoperto per caso il corpo della ragazza. Da quel momento in televisione e sui giornali non si parla d'altro. Subito sono iniziati gli speciali tv come lo Speciale Studio Aperto Live che già nella seconda serata di sabato su Italia 1 ha cercato di documentare le ultime notizie sulla morte di Yara. Ma da lì in poi in ogni programma televisivo, in qualsiasi fascia oraria si sente parlare di Yara anche raccontando i particolari della sua morte.

Capita quindi che di domenica all'Arena di Giletti su Rai 1 o nella Domenica 5 di Brachino si senta parlare di coltellate, del corpo in decomposizione e della presenza di un orco a Brembate che gira per il paese senza problemi.

Anche le trasmissioni della seconda serata si sono occupati, ovviamente di Yara, e oltre a Bruno Vespa che ha condotto già due speciali di Porta a Porta sulla morte di Yara, anche Alessio Vinci non si lascia sfuggire l'occasione per accrescere i suoi ascolti parlando di Yara.

Matrix cerca di dare un taglio diverso alla trasmissione puntando su molte ipotesi più originali, rispetto a quelle sentite da Vespa e si punta punto sul fatto che l'assassino abbia conservato il cellulare per i dati contenuti ma che poi abbia stranamente fatto ritrovare la sim. Si pone l'attenzione sulla furia e brutalità dell'omicidio testimoniata dalle tante coltellate inferte sul corpo della ragazza e si ipotizza che non ci sia stata violenza sessuale su Yara perchè la ragazza aveva il ciclo mestruale e quindi questo dettaglio avrebbe provocato la reazione omicida dell'assassino.

Gli ospiti in studio sono molto critici sul modo in cui sono state condotte le indagini prima della scoperta del corpo, ma anche dopo infatti solo dopo che migliaia di persone sono giunte sul campo del delitto la polizia ha chiusa il terreno per fare le ricerche per scoprire l'assassino ma per alcuni questo è solo un modo per permettere all'assassino di avvicinarsi al luogo del delitto per controllare di non aver lasciato tracce.

Parla molto lo psicologo Morelli che ipotizza che l'assassino conosceva bene il campo dove ha lasciato Yara "perchè nel momento in cui deve nascondere un corpo per sopraffare la difficoltà, cerca un riferimento sicuro". In più Morelli parla di un assassino giovane che conosce la tecnologia e sa separare la sim dal cellulare.

Ma lo psicologo fa un appello, molto condivisibile, che mira a prendersi cura dei fratelli di Yara e invita tutti ad evitare pellegrinaggi sotto casa Gambirasio.

Lo stile di Vinci, diversamente da quello di Vespa, cerca di sottolineare spunti nuovi e piste da battere per dare un punto di vista diverso su alcune questioni relative al caso e il tutto risulata più veloce e immediato con un taglio più investigativo che giornalistico.

Continuano a interessare tanto i programmi che si occupano della spettacolarizzazione del dolore che sottolineano come gli italiani siano un popolo di curiosi e "guardoni". Non sarebbe ora di lasciare in pace la famiglia Gambirasio e tutte le altre che hanno subito pesanti lutti familiari?