2 Novembre 2011
16:51

La Mondadori minaccia Report e Milena Gabanelli risponde

L’azienda del premier Berlusconi vorrebbe querelare la trasmissione poichè lesa da un’inchiesta di Report, ma la conduttrice riporta l’attenzione sul fattore scandalo della vicenda, che vede ancora una volta il conflitto d’interessi del premier protagonista.
A cura di Marianna D Onghia

Report è da poco ricominciato e sembra già pronta la prima querela, da parte non della prima azienda che capita a tiro, ma dal colosso Mondadori, di proprietà della famiglia Berlusconi e in mano alla figlia del premier, Marina. Tutto nasce da una delle grandi inchieste del programma, firmata questa volta da Sigfrido Ranucci, circa la mancata trasparenza dei contributi dei giochi d'azzardo online destinati all'Abruzzo.

Secondo la legge post-terremoto, le  entrate delle macchinette telematiche sarebbero destinate alle popolazioni colpite dal sisma, ma guadagno e uscite non corrisponderebbero: il punto più scottante della vicenda, però, è il coinvolgimento della Mondadori nell'operazione che potremmo denominare "i giochi online fanno beneficenza per l'Abruzzo".

Il curatore dell'inchiesta, Ricucci, oltre a far luce sulla mancata corrispondenza di entrate e uscite dei giochi online nell'operazione "aiuta l'Abruzzo", cita i protagonisti dell'operazione e le aziende ad essi collegati. Per una concessione risalente a giugno, l'azienda Glaming detiene un posticino di riguardo in tale appalto, ma chi si cela dietro questo nome? Per il 70% la Mondadori e per il 30% il Gruppo Bassetti.

L'azienda Glaming tirata in causa nell'operazione "Aiuta l'Abruzzo"

La concessione della Glaming prevede anche una fiduciaria che detiene il 15% dell'azienda, ma i nomi dei fiduciari sono sconosciuti: una norma antimafia dello scorso luglio, firmata da Berlusconi e Tremonti,  prevede che i nomi dei fiduciari debbano essere resi noti, ma risalendo la concessione a giugno , Glaming non sarebbe obbligata a tale richiesta.

L'inchiesta del giornalista di Report, dietro la su citata mancata coincidenza tra guadagno e contributo alla causa, illumina anche l'indebitamento di Mondadori con le banche, che ad oggi conterebbe un rosso di 300 milioni di euro, come sottolineerà anche la Gabanelli. Il bagliore emanato sulla situazione critica dell'azienda avrebbe indispettito i vertici Mondadori, che minacciano l'operazione legale contro Report, accusato di aver leso l'azienda in primis e i suoi azionisti, senza tener conto del presunto risarcimento al Cir che dovrebbe vedere il cash Mondadori (precisamente Fininvest) privato di 564 milioni di euro.

Mondadori minaccia Report

L'azienda, insomma, sarebbe intenzionata a intraprendere vie legali contro la trasmissione di Rai3 per aver fatto luce su una presunta situazione critica dell'azienda e per giunta senza tener conto di alcuni punti, facilmente verificabili da Report a detta di Mondadori, che non troverebbero corrispondenza tra la verità di Ricucci e quella dell'azienda. Il gioiellino imprenditoriale del premier, infatti, starebbe risalendo la china come testimoniano i bilanci, che vedrebbero un recupero del debito e un miglioramento nelle finanze dell'azienda.

Sul conflitto d'interessi di alcuni protagonisti della faccenda, come lo stesso proprietario della Mondadori, e sulla mancata corrispondenza di entrate e uscite nell'operazione di aiuto all'Abruzzo, niente da dire? L'indignazione della Mondadori si limita quindi a difendere la sua privacy finanziaria, che non deve essere spifferata ai quattro venti e soprattutto contornata da falsità, imputate a Report. La risposta sui punti dell'inchiesta, però, è parziale e ci pensa Milena Gabanelli a girare il dito nelle piaghe più sanguinanti della vicenda.

La risposta di Milena Gabanelli

La giornalista e conduttrice di Report si è esposta sulla vicenda, toccando in primis il punto sottolineato da Mondadori: nell'inchiesta non si imputa l'indebitamento dell'azienda in seguito al risarcimento dovuto al Cir, ma si parla di bilanci che vedrebbero il rosso passare da 75 milioni a 300 milioni di euro. Come mai i dati di Gabanelli, presi dalla Camera di Commercio, e quelli di Mondadori non corrisponderebbero o meglio non vedrebbero un miglioramento, che invece per i vertici dell'azienda c'è? La cosa che più preme alla giornalista, però, è un'altra, riportare l'attenzione cioè sul fattore scandalo dell'inchiesta, cioè che il nostro presidente Silvio Berlusconi, mentre l'Italia continua ad evadere il fisco, incentivi in qualche modo attività come il gioco d'azzardo che in alcuni casi rovinano le famiglie del Bel Paese:

La questione più importante è un’altra: è opportuno che, in un momento come questo, in un paese con la più alta evasione, il presidente del Consiglio implementi il gioco d’azzardo, con il quale tanta gente si rovina? E che abbia anche un interesse diretto? Questa è la domanda alla quale occorre rispondere.

Milena Gabanelli smonta quindi il capo espiatorio della Mondadori, riportando l'attenzione sul vero punto scottante della vicenda: il conflitto d'interessi del premier emergerebbe anche dalla tempistica di norme e concessioni alla Glaming, società per il 70% della Mondadori. Perchè le norme regolatrici dei giochi online son valide solo da luglio e sono state emanate proprio nel settimo mese dell'anno, a un mese soltanto dalla delibera della concessione alla Glaming, mentre a giugno entravano in vigore le norme per il gioco d'azzardo non online? Come mai questa distinzione?Qualcosa puzza per Report e per i suoi ricercatori di verità: la Mondadori querelerà la trasmissione o no e soprattutto risponderà, nelle persone di Marina (o chissà Silvio Berlusconi) a questi punti oscuri? Temiamo di avere già la risposta.

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