La quarta stagione de La Casa di Carta ha rafforzato l’appeal da sempre esercitato sul pubblico dal personaggio di Nairobi, interpretata dal’attrice Alba Flores. (ATTENZIONE: questo articolo contiene SPOILER). La morte per mano del capo della sicurezza Cesar Gandia è stato uno shock per gli spettatori della fortunata serie tv di Netflix. Il traumatico addio al personaggio – salvato solo poche puntate prima in maniera rocambolesca, affidando un delicato intervento chirurgico a Tokyo, altro membro della banda – è arrivato quando ormai si pensava che Nairobi avrebbe avuto vita lunga. Assassinata a sangue freddo con un colpo sparato alla testa, Nairobi è rimasta nel cuore degli affezionati, al punto che qualcuno ha pensato di dedicarle un tributo.

Nairobi morta, l’omaggio a Berlino

Nel quartiere bohémien di Neukölln, in Karl-Marx-Straße 424, sulla facciata di un palazzo è spuntato un gigantesco murale che celebra il personaggio di Nairobi. Mostra una scena iconica della quarta stagione de La Casa di Carta: quando l’affascinante ladra gitana si ricongiunge a Berlino, Mosca e Oslo, altri membri della banda morti durante le rapine. È una reunion simbolica in un luogo non più reale. Nairobi è sdraiata su un prato, è vestita di rosso e accarezza il pancione che culla il figlio mai concepito ma che avrebbe desiderato avere dal professore. Una scena che è un rimando al verso “E questo è il fiore del partigiano morto per la libertà”, tratto dalla canzone “Bella ciao” simbolo della Resistenza, un concetto che si è tentato di tessere nella trama della serie.

Le lacrime di Alba Flores prima di lasciare il set

La produzione ha salutato Alba Flores con uno speciale omaggio inserito nello speciale “La Casa di Carta – Il Fenomeno”, disponibile su Netflix. La scena in cui l’attrice che ha regalato il successo al personaggio di Nairobi prende commiato dal resto del gruppo è potente quasi quanto il suo addio nella serie. “Non vi dimenticherò mai. Qui sono cresciuta come attrice e come persona. Vi devo tutto” dice Alba Flores senza riuscire a trattenere le lacrime, mentre con la voce rotta dal pianto cerca di sovrastare gli applausi scroscianti dei colleghi e degli operatori. E il murale che le è stato tributato a Berlino è il simbolo della fatica che, proprio come lei, gli spettatori faranno a staccarsi dal personaggio.