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La Casa di Carta 5 sfotte l’Italia: “Giocano in difesa”. Non avevano ancora perso l’Europeo

Abbiamo visto in anteprima i primi due episodi de La Casa di Carta 5. Anche questa volta il numero di proiettili esplosi in relazione alle persone effettivamente ferite e/o colpite è incredibilmente alto. In una sequenza, lo sfottò all’Italia del calcio: “Giocano in difesa, noi attacchiamo”. Che teneri, gli sceneggiatori: non avevano ancora perso l’Europeo.
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La Casa di Carta 5 esce il 3 settembre con i primi cinque episodi. Netflix ha deciso di dividere in due la stagione conclusiva per creare maggiore attesa, costruire un vero e proprio evento attorno a un titolo che ha contribuito ad accrescere la popolarità della piattaforma in Italia come nel mondo. La redazione di Fanpage.it ha potuto assistere in anteprima ai primi due episodi e – senza aver paura, lettore, qui non ci saranno spoiler – possiamo confermare che i fan più affezionati non resteranno delusi. L'asticella dell'adrenalina è altissima e, anche questa volta, il numero di proiettili esplosi in relazione alle persone effettivamente ferite e/o colpite è incredibilmente alto.

La credibilità di un prodotto come La Casa di Carta fa il conto con le aspettative del pubblico. Da quando il progetto ha cominciato a volare alto, cioè dopo la fine della seconda stagione (per gli europei, perché per gli spagnoli c'è sempre stata una sola stagione divisa in due blocchi), gli sceneggiatori hanno riunito i pezzi con fatica e hanno provato sempre a rilanciare. Anche questa volta, non poteva essere diversamente: vedremo rivolte e contro-rivolte, giochini machiavellici a ripetizione e – come detto in apertura – proiettili esplosi in quantità industriale e persino l'utilizzo di un carrello elevatore come sorta di "toro meccanico" di sfondamento con tanto di mitragliatrice da guerra che spara all'impazzata. Troppo poco per dire che ci ha convinto, abbastanza per dire che a voi piacerà senz'altro.

Lo sfottò agli italiani

Tra le curiosità che non passano inosservate: in una sequenza, che non possiamo raccontare nel dettaglio, c'è una frecciatina molto diretta all'Italia del calcio e al suo cliché più noto – difesa e contropiede: "Noi non siamo l'Italia, non giochiamo in difesa. Noi attacchiamo. Siamo Messi e Neymar, siamo il tiki-taka". Che teneri, gli sceneggiatori: non avevano ancora perso l'Europeo.

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