La Casa di Carta 4 uscirà il 3 aprile su Netflix, in tutti i Paesi in cui il servizio è disponibile. La redazione di Fanpage.it, insieme ai colleghi delle redazioni più importanti delle riviste di settore, ha partecipato a una round table con gli attori Álvaro Morte ed Enrique Arce, rispettivamente il Professore e Arturo de La Casa di Carta 4.

Si è parlato tanto dei loro personaggi e della percezione che nel mondo si ha della banda protagonista del colpo alla Zecca di Madrid. Personaggi che simbolicamente sono diventati come una sorta di "nuova resistenza": "Quello che hanno fatto gli sceneggiatori è portare le situazioni al limite, cercando di sfiorare l'inverosimile. E questo fa parte del fascino de La casa di carta". La serie arriva in giorni fondamentali per la Spagna e l'Italia, alle prese con l'emergenza Coronavirus. A Fanpage.it hanno raccontato“Siamo orgogliosi e felici del fatto che possiamo far vedere la serie alla gente in questo momento, sarà una ventata di aria fresca”.

Quanto la riuscita del colpo è ancora importante per il Professore? È giusto parlare ancora di Resistenza? Oppure la questione ormai è puramente personale?

Álvaro Morte (Professore): Per iniziare, vorrei mandare un abbraccio forte a tutta l'Italia. Mi raccomando: forza, coraggio, in questa quarantena. Io credo che il Professore sia senz'altro una persona molto intelligente. Però, bisogna dire chiaramente che non ha assolutamente un'intelligenza emotiva. Sta vivendo per la prima volta una relazione sentimentale e non ha la minima idea di come gestirla. Non sa come portarla avanti. E questo è un punto fondamentale. Come qualsiasi persona, ha bisogno di trovare quell'equilibrio tra la parte razionale e quella più sentimentale. Di fatto, è molto in conflitto perché non è per nulla abituato a questo. Nella terza parte, ha una grossa lite con Raquel e, in effetti, è stata una delle scene che ho chiesto espressamente agli sceneggiatori. Non c'era alcun litigio tra i due e per me questo era imprescindibile, perché lui non aveva alcun tipo di esperienza nelle relazioni. In quel litigio, dice che si sente di tradire la banda, per tutta quella situazione. È molto destabilizzato. Ma non credo che si sia mai dimenticato né di chi si trova nella banca né del motivo per cui stanno facendo un colpo né che bisogna riscattare Rio e, un'altra cosa importante, soprattutto per il Professore, rivendicare suo fratello.

Quando penso ai ladri del cinema, mi vengono in mente George Clooney e Brad Pitt in Ocean's Eleven. Loro erano eleganti, affascinanti e iconici. In che modo i vostri personaggi sono riusciti ad essere altrettanto iconici?

Álvaro Morte (Professore): Quando abbiamo creato la figura del Professore, sicuramente volevamo essere molto diversi dal George Clooney di Ocean's Eleven. Volevamo che avesse molto carisma, ma senza lo charme e l'eleganza di Clooney. Una persona piccola, con problemi di comunicazione, fondamentalmente timida. Volevamo un nerd e allo stesso tempo lo volevamo carismatico. È stato molto difficile trovarlo, però quando l'abbiamo trovato siamo riusciti a dare al personaggio quella carica umile che è la sua chiave. Perché il Professore non si dà mai importanza. E questo è uno dei motivi per cui il pubblico lo ama così tanto. È molto intelligente, però non se la tira.

Enrique Arce (Arturo): Per quanto riguarda Arturo, è una vera rottura di palle! Credo che, al di là di questo, fosse necessario trovare un contraltare. Diciamo un personaggio che all'inizio sicuramente non era molto divertente. Però, continuando a girare, siamo arrivati a capire che il personaggio aveva certi tratti tragicomici

Ci sono alcuni momenti in cui, vedendo Arturo, ci divertiamo tantissimo e altri in cui vorresti semplicemente prenderlo e buttarlo fuori dallo schermo. Tu come vedi Arturo?

Enrique Arce (Arturo): La cosa meravigliosa del lavorare con questo personaggio è che non è chiuso in questa semplice dicotomia. Ha una parte più divertente e più patetica, sicuramente scritta benissimo, e anche una parte eroica, che non tutti vedono, però fondamentale. Io non smetterò mai di battermi per questo. Voglio che il pubblico capisca. Con lui, ho la possibilità di lavorare con un personaggio che non è chiuso dentro una struttura fissa.

Parliamo delle donne della serie. Cercano una leadership e si trovano sempre allo scontro con ‘uomini al comando’. Cosa ne pensate?

Álvaro Morte (Professore): Mi considero totalmente femminista. Credo che anche La casa di carta cerchi in qualche maniera di esserlo, però non ci riesce al cento per cento. Ci manca ancora molta strada da fare per arrivare a definirci femministi. Abbiamo molto da imparare. Tutti, uomini e donne, dovremmo lavorare insieme per ottenere una vera uguaglianza di genere e magari un giorno, chissà, ottenerla.

La storia, in questi nuovi episodi, si ingrandisce e succedono un sacco di cose sorprendenti. Anche inverosimili. Si è alzato ulteriormente il livello?

Álvaro Morte (Professore): Quello che hanno fatto gli sceneggiatori è portare le situazioni al limite, cercando di sfiorare l'inverosimile. E questo fa parte del fascino de La casa di carta.