Il nome di Katia Ricciarelli è sicuramente tra quelli più noti dello spettacolo italiano, non solo per il successo a livello internazionale avuto come cantante lirica, ma negli anni è stata riconosciuta nella sua veste d'attrice, diventando un personaggio televisivo a tutti gli effetti che ha catturato l'affetto del pubblico, che ha imparato ad amare la sua autenticità. Questa sua caratteristica è stata il motivo per cui Pierluigi Diaco ha deciso di chiamarla per averla nel suo programma, Io e te,  tornato su Rai1 dopo la prima edizione dello scorso anno, e va in onda tutti i giorni alle 14. In un'intervista rilasciata a La Presse la cantante ha raccontato questa sua nuova avventura e ha parlato anche del periodo del lockdown, trascorso nella sua casa sul Lago d'Iseo.

Le sue radici al Lago d'Iseo

Katia Ricciarelli non si è tirata indietro dinanzi a questa nuova proposta lavorativa, e in pochissimo tempo ha raggiunto Roma, dove resterà per circa tre mesi, il tempo che le prenderà la messa in onda del programma pomeridiano di Rai1. Eppure, nonostante sia contenta di ripartire con questa avventura televisiva, la condizione di forzato riposo degli ultimi mesi non è stata per lei fonte di disagio, anzi, le è stata di grande insegnamento:

Ho viaggiato talmente tanto, ho cambiato così tante case, che non mi pesa affatto trascorrere cinque giorni in albergo a Roma e poi tornare al mio meraviglioso lago dove ho finalmente messo le mie radici. Non intendo più muovermi da qui. So che qualcuno potrà avere da ridire, ma io sono stata bene quei tre mesi chiusi in casa. Riappropriarmi del tempo è stato un dono. Nessuna frenesia, ho scoperto la gioia delle piccole cose. Ho notato le piante che crescevano, le ho viste germogliare. Mi sono ritrovata a stupirmi del niente. Prima non avevo il tempo per notare quello che ci circondava. Sono uno strano animale. Amo la gente, mi piace, ma sto bene da sola. Mi basto.

Una vita dedicata al lavoro

I suoi successi lavorativi sono molteplici, sia nello spettacolo dal vivo che sul piccolo schermo, ma la cantante non è nostalgica, anzi, preferisce pensare al presente e non guardarsi indietro: "Ho iniziato a lavorare a 13 anni, ho fatto tanto e sono contenta quando qualcuno mi ricorda i miei successi, ma al passato non ci penso mai. Non è la mia indole, vivo nel presente e mi piace programmare il futuro. Sono qui e ora." Dopo anni di lavoro, che he la regalato tante soddisfazioni, con il tempo ha imparato a comprendere che bisogna sperare in qualcosa di duraturo e non di effimero, per questa ragione, adesso se potesse ambire a qualcosa sarebbe: "La serenità. La felicità è effimera, io anelo alla serenità che è una dimensione più duratura, più permanente. Sarà che questa saggezza me l'ha regalata la vita, ho guadagnato consapevolezza col tempo. Sono appagata". Una donna determinata che non ha mai avuto il timore di doversi esibire perché consapevole di avere uno strumento delicato con cui lavorare: "il mio strumento di lavoro è la voce, se mi agitassi, ne avrebbe degli effetti catastrofici. Quindi l'ansia da prestazione non mi appartiene."

Katia Ricciarelli e l'amore

Altro aspetto fondamentale è l'amore. Katia Ricciarelli è stata, come è risaputo, la moglie di Pippo Baudo, ma il loro matrimonio è finito diversi anni fa. Nonostante si siano separati in un momento in cui avrebbe potuto rifarsi una vita, la cantante non è mai stata al centro di particolari querelle amorose, nonostante non neghi di essere stata amata da nel corso della sua vita, da diversi uomini, ma ora come ora non cerca l'amore, anzi, non ammette che avere una convivenza adesso sarebbe difficile, come racconta nell'intervista di La Presse:

Sì e me ne vanto. Ma in fondo tutte le donne sono amate tanto: facciamo di tutto per farci amare. Dopo 50 anni di carriera sono a tutti gli effetti una donna libera. Se mi capitasse di incontrare una persona speciale, ben venga. Ma so che dovrebbe avere tali e tanti requisiti che è quasi impossibile che accada. Io sono abituata a far come mi pare, mangiare alle 11 piuttosto che alle 18, a scrivere, ad ascoltare la musica: chiunque si sentirebbe stretto in una convivenza con me. E convivere è un'arte complessa. Lo dico sempre ai giovani: "non sposatevi subito, convivete prima". Bisogna imparare ad accettare le abitudini dell'altro, la passione sfuma, meglio imparare a sopportarsi.