Inizia dal tweet di Salvini che cita "Ragazzo Fortunato" l'intervento di Jovanotti a "Propaganda Live", la trasmissione di La7 condotta da Diego Bianchi. Il cantante è stato ospite nella puntata del 14 dicembre e accetta in modo pacifico i gusti di Salvini: "Una canzone è una canzone, a me fa sempre piacere quando a qualcuno piace una canzone. Comunque a me fa sempre piacere". Zoro lo provoca, chiedendogli come reagirebbe se Salvini usasse una sua canzone ad un comizio: "Sarebbe corretto chiederlo, visto che un comizio è un comizio. E poi la musica, in quel caso, sottolinea delle emozioni e diventa parte del contenuto". C'è stato, d'altronde, un precedente illustre in cui una canzone di Cherubini è stata usata per una campagna elettorale, quella del 2008 del Partito Democratico:

Io per esempio avevo concesso, tanti anni fa, una mia canzone a Walter Veltroni. Però mi era stato chiesto. Al tempo risposi con un dubbio, indicandogli che la frase chiave di quella canzone, "Mi fido di te", era "cosa sei disposto a perdere". Gli chiesi se era sicuro, lui disse che gli piaceva e quindi gliela concessi, perché al tempo sposavo quella iniziativa. Poi non è più successo.

Il commento ai fatti di Corinaldo e Sfera Ebbasta

Non manca un passaggio sui fatti di Corinaldo in connessione a Sfera Ebbasta e la reazione di parte dell'opinione pubblica, che ha additato i testi del trapper come responsabili di un disfacimento morale delle nuove generazioni. Jovanotti commenta così:

Per me è anche una questione abbastanza noiosa nello specifico, parlo di quella di attribuire ai testi un ruolo educativo. Un discorso che si fa praticamente da sempre e per me, quando non si sa cosa dire, si dice questo. Secondo me vale semmai il contrario, ovvero l'effetto di portare alla luce delle pulsioni che ci sono, e quindi in quel caso quel tipo di violenza verbale ha a che fare con una pulsione dell'adolscenze, come un videogame. La violenza, lo scontro fisico, fa parte di una fase della crescita e poi magari, dopo, capisci il valore del linguaggio.

Jovanotti e il suo rapporto con la trap

Dal lungo intervento in trasmissione di Jovanotti emerge anche un passaggio sulla trap stessa, che lui riconosce come un genere che è stato capace di disorientarlo: "Alcune cose di trap mi piacciono molto. Quella è la musica nuova, la prima musica che quando è uscita mi ha fatto sentire vecchio. Una roba che tu dici subito "io non la so fare". L'elettronica e la dance facevano parte del mio linguaggio del corpo, mentre la trap è un mondo nuovo che mi ha fatto sentire anziano. Si tratta della prima musica che ascolto dentro la quale non riesco a muovermi rispetto ai riferimenti".