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15 Febbraio 2016
17:53

“Io non mi arrendo”, la fiction con Beppe Fiorello sulla Terra dei Fuochi

In onda su Rai 1 il 15 e il 16 febbraio la fiction ispirata alla vicenda di Roberto Mancini, il poliziotto che negli anni Novanta fece emergere la problematica degli sversamenti illegali in Campania, ammalandosi proprio a causa delle sue indagini sul traffico di rifiuti tossici. Beppe Fiorello: “Quello degli sversamenti non è un problema della Campania, ma riguarda tutta l’Italia”.
A cura di Andrea Parrella
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Rai 1 continua con il ciclo dedicato a storie riguardanti alcuni dei più drammatici fatti relativi al territorio italiano e connessi alla malavita organizzata. Dopo il grande successo di "Sotto Copertura", la fiction dedicata alla cattura del boss Antonio Iovine, cui seguirà una nuova fiction sull'arresto di Michele Zagaria, arriva in prima visione sull'ammiraglia Rai "Io non mi arrendo", fiction in due puntate con Beppe Fiorello incentrata sul tema della Terra dei Fuochi. L'attore siciliano vestirà sul piccolo schermo i panni di un personaggio la cui figura è ispirata a quella di Roberto Mancini, il poliziotto che morì contaminato dai veleni che voleva denunciare nella Terra dei Fuochi. Il 15 e il 16 febbraio l'attore siciliano, signore assoluto delle fiction Rai negli ultimi anni, porta sul piccolo schermo le vicende tratte dal libro scritto dai giornalisti Nello Trocchia e Luca Ferrari "Io, morto per dovere", incentrato sulle indagini del poliziotto che, nei primi anni Novanta, aveva scoperchiato i traffici illeciti di rifiuti in Campania mettendo nero su bianco, in un rapporto agghiacciante, lo scempio delle ecomafie sul territorio e le terribili conseguenze sulla salute della popolazione che avrebbe avuto. La regia della fiction è di Enzo Monteleone ed è stata realizzata anche e soprattutto grazie all'aiuto di Monika, la moglie del vicecommissario morto a 53 anni.

La trama di "Io non mi arrendo"

La fiction racconta la storia del personaggio fittizio Marco Giordano (Fiorello), ispirato appunto a Mancini, che, negli anni Novanta, si ritrova a lavorare in Campania dopo un'indagine per usura. Qui scopre alcune attività dell'avvocato Gaetano Russo(Massimo Popolizio), che acquista terreni senza valore ed apparentemente inutilizzabili. In realtà, l'uomo vuole riversare su quei terreni i rifiuti tossici che andranno ad inquinare tutto il territorio. Marco avvia così le indagini, aiutato dal suo team ma anche dal giovane Vincenzino Abate (Luigi D'Oriano), scoprendo le mosse di Russo ed i rischi che la comunità corre. Parte così la sfida contro l'avvocato, che dura anni, durante cui il protagonista conosce Maria (Elena Tchepeleva), si sposa ed ha una figlia, Martina (Giulia Salerno). La battaglia contro Russo è complessa per via delle amicizie che quest'ultimo vanta nella politica, nella pubblica amministrazione e nell'economia: risulta complesso riuscire a trovare le prove necessarie a dimostrare ciò che sta facendo e il tutto viene complicato dal fatto che, nel frattempo, il protagonista si ammala, a causa di quegli stessi rifiuti tossici su cui sta indagando: inizia le cure, accettando un secondo incarico, dopo che il suo lavoro viene archiviato. Ma quando un giovane magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia, Giovanni Cattaneo (Paolo Briguglia) gli dice che vuole riaprire le indagini, Marco rimette in piedi con coraggio la sua vecchia squadra.

Chi era Roberto Mancini

Il vicecommissario Roberto Mancini era un poliziotto campano al quale oggi va riconosciuto il merito, postumo, di aver fatto emergere il fenomeno della Terra dei Fuochi e dei sversamenti illegali delle ecomafie in Campania. Durante le sue indagini aveva contratto un Linfoma non Hodgkin, malattia direttamente connessa all'esposizione ad agenti cancerogeni continua cui il vicecommissario si era sottoposto negli anni in cui aveva portato avanti le indagini. Stando a quanto emerso, la documentazione frutto delle indagini sarebbe stata presa in considerazione solo nel 2011, 3 anni prima della morte di Mancini, avvenuta per un’infezione polmonare insorta come complicanza di un trapianto di midollo osseo.

Fiorello: "La Terra dei Fuochi problema dell'Italia, non solo del sud"

Beppe Fiorello ha scelto il palco del Festival di Sanremo 2016 per presentare la sua ultima fatica, usando parole forti in questi giorni per sottolineare l'importanza di questa vicenda eroica oltre a fare maggiore chiarezza su uno stereotipo che vuole il problema dello sversamento dei rifiuti sia una questione prettamente merdidionale: "Un uomo che ha fatto benissimo il proprio dovere e che ha trovato degli ostacoli nella società civile. Questa fiction, poi, sfaterà lo stereotipo che ". L'attore interpreta l'ennesimo ruolo importante, dopo aver vestito i panni di Maddaloni lo scorso anno e di Domenico Modugno due anni fa.

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