Solo una settimana è trascorsa dal clamoroso, divisivo e in parte contestato finale di "Game of Thrones". Un evento internazionale che ha certificato, per l'ennesima volta, il successo planetario di un prodotto televisivo con cui HBO ha rivendicato un posto in prima fila nella storia della serialità televisiva.

Nelle scorse ore l'emittente statunitense ha reso disponibile un documentario "Game of Thrones – The last watch" che ripercorre gli ultimi mesi e racconta, grazie a retroscena e curiosità, alcuni momenti del dietro le quinte che non lasciano indifferenti coloro i quali hanno stretto, nel corso di otto stagioni, un rapporto con il prodotto televisivo intimo, capace di andare ben al di là della semplice dimensione di telespettatori.

Tra i momenti che più colpiscono del documentario, va sottolineato quello in cui Kit Harington apprende dalla lettura corale dell'ultimo script che il suo personaggio, quello di Jon Snow, ucciderà Daenerys Targaryen con una pugnalata al cuore durante un bacio appassionato. Nell'apprendere del finale di "Game of Thrones" Harington non riesce a trattanere la commozione, proprio mentre Emilia Clarke, di fronte a lui, sorride altrettanto provata.

Non tutti gli attori del cast della serie hanno deciso di leggere il copione nella seduta comune, alcuni hanno preferito farlo in forma privata, scoprendo da soli i colpi di scena di Arya Stark che uccide il Re della Notte e, appunto, quello di Jon Snow che uccide Daenerys.

Terminata la grande epopea de Il Trono di Spade, non sono escluse operazioni laterali di HBO per lavorare su spin off della serie Tv più popolare degli ultimi anni. Spin off eventuali nei quali Jon Snow ha già dichiarato che non ci sarà, come aveva specificato nel 2018 quando si iniziò a parlare di operazioni parallele: "Forse ci saranno degli spin-off, ma una cosa è certa: io non ne farò parte. Per HBO il bello della serie è che in futuro si potrebbe proporre in modi completamente diversi. Magari ambientandola 300 anni prima e risparmiando così un sacco di soldi, perché noi attori nel frattempo siamo diventati tutti molto costosi".