"Ne abbiamo parlato a lungo senza mai nominarla: Barbara D'Urso". Sono servite due puntate di "Non è L'Arena" dedicate all'inchiesta di Fanpage.it, "Camorra Entertainment", per sdoganare anche in tv la parola chiave, il personaggio tabù. Riccardo Bocca, ospite in trasmissione per commentare l'inchiesta con il direttore di Fanpage.it Francesco Piccinini e il direttore del Fatto Quotidiano Peter Gomez, ha nominato la conduttrice. Una figura ingombrante nello studio televisivo ma personaggio di lusso e rilievo all'interno di "Camorra Entertainment".  Adesso, le cose stanno diversamente, perché con la pubblicazione della terza puntata della nostra inchiesta, il peso specifico di questo silenzio è cambiato.

Nel matrimonio-business di Tina Rispoli e Tony Colombo, nella amplificazione della loro vita e della loro forma di verità, il ruolo che ha avuto Barbara D'Urso non è certo quello di una comparsa. Forse a qualcuno fa comodo fingere di non aver capito che i suoi programmi, in questa vicenda, non sono un banale effetto collaterale. Sono la causa di un effetto: la legittimazione agli occhi degli spettatori di una storia che galleggia nell'ambiente criminale. Da Pomeriggio Cinque a Domenica Live fino alla puntata di "Live – Non è la D'Urso", quella che ha persino dato diritto di replica a caldo, subito dopo l'uscita delle prime due puntate della nostra inchiesta, Tina Rispoli e Tony Colombo hanno avuto risalto, passerella e "un botto di soldi", per usare le parole del cantante. Hanno avuto l'occasione di riscrivere la loro storia, la loro personale favola. Al netto del sangue dei morti ammazzati. Quelli della faida, quelli innocenti, quelli di droga, quelli rovinati dall'usura.

In questo scenario, la scelta di stare in silenzio da parte di Barbara D'Urso e del suo entourage è una scelta complice. È un atteggiamento che fa male, è una sassata contro chi lavora tutti i giorni "sotto testata giornalistica", per citare proprio uno dei tormentoni di Carmelita. Scelse di zittire Francesco Emilio Borrelli quando il consigliere, proprio nel corso di una diretta dedicata a "Tony e Tina", si permise di ricordare di essere al cospetto di una vedova di camorra. Barbara D'Urso, all'epoca così come oggi, ha di fatto dimostrato di essere dalla parte sbagliata. Ogni storia, però, può cambiare. Carmelita può ancora fornire la sua versione dei fatti. Barbara D'Urso può ancora provare a spiegare come sia stato possibile dare voce a chi è vicino a un sistema, quel Sistema, responsabile della distruzione di tante famiglie di una terra che, in fondo, è pur sempre anche la sua.

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