Che qualcosa non abbia funzionato al meglio con "Il Nome della Rosa" è abbastanza chiaro. Tralasciando i dati degli ascolti tv, una parabola discendente verso il basso, la serie tv ha avuto più di un difetto nella comunicazione, che è risultata tardiva e poco efficace. Così, dopo l'esperimento fallito in prima serata su Rai1, la serie diretta da Giacomo Battiato e tratta dal romanzo di Umberto Eco trova spazio nel catalogo Netflix a partire da domani, venerdì 12 aprile 2019.

La seconda vita de Il Nome della Rosa

La storia di Guglielmo da Baskerville (John Turturro), il brillante frate francescano ed ex inquisitore, e del suo assistente Adso da Melik, trova quindi una seconda vita all'interno del catalogo Netflix. La serie è ancora disponibile sulla piattaforma RaiPlay, unico contenuto ad oggi disponibile in 4K. Non è chiaro se a partire da domani, in virtù dell'ingresso nel catalogo della piattaforma on demand a pagamento, la serie sarà rimossa o meno da RaiPlay.

Cosa non ha funzionato in Rai

Il calo d'interesse per "Il Nome della Rosa" è risultato evidente dalla percentuale consistente di telespettatori che ha via via abbandonato la serie. Partita da 6.5 milioni di telespettatori, la serie ha chiuso con 3.9 milioni di spettatori. Come scritto in apertura, la serie non ha goduto di grande comunicazione all'esterno. La Rai si è mossa troppo tardi, cominciando il battage solo nei giorni del Festival di Sanremo, prendendo in contropiede il pubblico e gli stessi addetti ai lavori. La narrazione complessa, i toni eccessivamente enfatici e la partenza a un orario non proprio ideale (le 21.20 circa) hanno reso difficoltosa la fruizione a chi non si trovava in target con il romanzo di Umberto Eco. Da domani, la serie di Giacomo Battiato può trovare maggiore giustizia su Netflix.