Ancora una polemica nei confronti di Striscia La Notizia. Dopo il polverone per la gag di Gerry Scotti e Michelle Hunziker che ha scatenato una sorta di caso di proporzioni internazionali, stavolta l'oggetto di discussione è un servizio dello storico inviato Jimmy Ghione sullo stato di degrado del Parco Archeologico di Veio, uno dei siti più noti d'Italia.

Il servizio di Striscia La Notizia del 20 aprile

Il servizio, andato in onda il 20 aprile, ha visto Ghione travestirsi da Indiana Jones per mostrare al pubblico le condizioni del sito archeologico, tra assenza di pannelli illustrativi, erbacce, cancelli arrugginiti, tettoie in parte rotte. poi Ghione si spinge a rimuovere delle manciate di terra che nascondono dei mosaici del complesso termale, commettendo tuttavia l'errore di fraintendere la presenza di quella sabbia come emblema di incuria. Al contrario, come poi specificato pubblicamente dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, lo scopo di quei cumuli di sabbia è proprio quello di proteggere i mosaici dalle intemperie. Dalla struttura si contesta la condotta di Ghione, sottolineando innanzitutto che penetrare nelle aree archeologiche chiuse e recintate senza autorizzazione della Soprintendenza e manomettere i beni archeologici resta un reato (indipendentemente dalle buone intenzioni) e che questo gesto “mette a rischio proprio quelle testimonianze di arte e di cultura che si intendono apprezzare e proteggere”.

Le critiche del direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

A rincarare la dose, via Facebook, è stato il direttore del Museo Nazionale Etrusco, Valentino Nizzo, che ha definito il servizio “abominevole", sottolineando alcune imprecisioni di Ghione e contestandolo con sulla sua pagina personale: "si mette bel bello a rimuovere la terra collocata appositamente sui mosaici per non danneggiarli prendendola come segno di incuria.Facendo così espone a ulteriori atti di vandalismo un sito che ne ha già subiti abbastanza. Servizi come questi invece che avere una qualche utilità sociale rischiano di tradursi in pericolosi boomerang per la tutela.L'unico modo per tutelare il nostro sterminato patrimonio è in molti casi ricoprirlo. Non è immaginabile collocare custodi ovunque h24. Nessun potrebbe sostenerlo a meno di non assumere il 50 % di italiani adulti per questo scopo. Magari poi pretendendo anche che i siti rimangano aperti gratuitamente.Proprio non ci siamo ed è davvero un peccato constatare scemenze di questo tipo in prima serata in un momento in cui la Soprintendenza e tutti gli altri enti potenzialmente coinvolti stanno facendo uno sforzo sovrumano per rilanciare il sito di Veio".