L'attesa sta per finire. Lunedì 9 e lunedì 16 marzo, Rai1 trasmetterà i due episodi della quattordicesima stagione de ‘Il commissario Montalbano‘. Intitolati ‘Salvo amato, Livia mia‘ e ‘La rete di protezione‘, sono tratti come sempre dalle opere di Andrea Camilleri. Nel corso della conferenza stampa di presentazione, Luca Zingaretti ha ricordato tre importanti figure scomparse di recente: lo scrittore Andrea Camilleri (morto il 17 luglio 2019), il regista Alberto Sironi (morto il 4 agosto 2019) e lo scenografo Luciano Ricceri (morto l'1 febbraio 2020).

La difficoltà di lavorare senza Camilleri e Sironi

Luca Zingaretti ha dichiarato che lavorare sul set dei due nuovi episodi non è stato affatto facile per lui. Il peso dell'assenza di Andrea Camilleri, Alberto Sironi e Luciano Ricceri si faceva sentire costantemente: "È stata una bella esperienza quanto dolorosa, non c'è stato giorno in cui non mi chiedessi cosa avrebbe detto Andrea per questa o quella scena o cosa avrebbe fatto Alberto". Quindi, ha tracciato un ricordo:

"Questo è il primo anno che ci troviamo qui senza il nostro padre letterario e il mio professore in accademia, Camilleri. Ma anche senza Alberto Sironi, che è stato un amico, un complice in questi vent'anni. Abbiamo combattuto tante battaglie insieme. Era un uomo buono. Sembra una cosa stupida, ma la bontà è un grande valore. Era incapace di provare rancore. A lui si devono una buona dose di meriti di questi 21 anni. Vorrei che festeggiassimo Alberto, Luciano e il maestro Camilleri un po' alla messicana, con canti e balli, nel modo in cui loro vorrebbero".

Il tema della pedofilia nei nuovi episodi

Ricordiamo che il primo episodio, intitolato ‘Salvo amato, Livia mia', è tratto dai racconti di Andrea Camilleri ‘Salvo amato… Livia mia' e da ‘Il vecchio ladro'. Il secondo episodio, ‘La rete di protezione', è tratto dall'omonimo romanzo, il primo che è stato dettato da Camilleri, dopo che lo scrittore è diventato cieco. Luca Zingaretti ha parlato dei temi che verranno trattati: "Tratteremo dell'omosessualità, tema già affrontato in Montalbano. Nel nuovo film, inoltre, c'è un caso di pedofilia. Anche il tema della pedofilia non è nuovo in Montalbano". Il produttore Gusberti ha aggiunto ulteriori dettagli su ciò che vedremo in tv:

"Il racconto epistolare da cui è tratto il primo film è breve, poetico, bello. Alla giovane Livia innamorata da poco di Montalbano capita la morte di una sua amica. Lei si rivolge a Montalbano per chiedere aiuto. Il racconto è pieno di sentimento. La trasformazione di questo racconto è avvenuta in modo magico ed è stata approvata da Camilleri".

Luca Zingaretti e l'ipotesi dell'addio a Montalbano

Infine, Luca Zingaretti ha parlato del futuro dell'amatissima serie. Ha spiegato che nel 2008 aveva deciso di dire addio al personaggio nato dalla penna di Andrea Camilleri. Riteneva giusto "uscire tra gli applausi". Dopo due anni, però, ha deciso di rischiare e rifarlo e la scommessa è stata vinta: "Gli applausi non sono finiti, ma aumentati". Per quanto riguarda il futuro, purtroppo non mancano i dubbi:

"Il problema è che c'era un autore che ci scriveva i testi anno per anno che non c'è più, un regista che li girava che ora non c'è più, uno scenografo che non c'è. La Rai ha scelto di girare tre nuovi episodi, ne saranno mandati in onda due nel 2020, uno nel 2021. Io voglio celebrare e far sedimentare il dolore, la malinconia, riflettere e vedere se è il caso di finirla qua oppure se prendere il testimone e concludere in bellezza con l'ultimo romanzo che è nella cassaforte di Sellerio. C'è anche un altro romanzo che è uscito mentre noi giravamo. Bisogna capire se uno non se la sente più di andare avanti senza determinate figure fondamentali oppure continuare. Io voglio elaborare".