La nuova stagione di "4 Ristoranti", il format prodotto da DRYMEDIA, è arrivata al suo giro di boa. Il terzo appuntamento, in onda il 15 gennaio alle 21.15 su Sky Uno, ci porta nel sud della Sardegna per eleggere il miglior ristorante della nuova generazione di ristoratori, nel cuore di Cagliari. Fanpage.it ha raggiunto telefonicamente Alessandro Borghese, conduttore, giudice e autore del programma (insieme a Francesca Capua e Monia Palazzo) e, proprio dalle cucine del suo ristorante "AB – Il lusso della semplicità" (in Viale Belisario, a Milano), abbiamo parlato di televisione, del suo ultimo libro, "Cacio e Pepe. La mia vita in 50 ricette", delle sue passioni e dei suoi piatti più amati.

Alessandro, quando un format come "4 Ristoranti" impone un linguaggio diventato d'uso comune, accende riflettori sul settore e crea veri e propri tormentoni – pensiamo alle ‘lochescìon' – significa che la strada è quella giusta. 

Si, è quella giusta. Il senso mio di fare questo prodotto è stato quello di dare visibilità completa a questo mestiere. A chi investe, giovani e meno giovani, in questo settore. La consapevolezza di una ristorazione attiva e viva in tutta Italia, che copre tutte le classi dal punto di vista di chi va ad aprire un ristorante, un bar, un locale, un enoteca con cucina. Culturalmente è un bel prodotto, che sa valorizzare il territorio, promuoverlo, dai prodotti coltivati, cresciuti, pescati e allevati in parti d'Italia che facciamo conoscere.

Chi è il ristoratore-tipo che partecipa al programma?

Sono persone che si mettono in gioco con le loro attività. Non è un programma in cui si gioca al massacro, anzi c'è un esaltazione di tutti. Chi fa "4 Ristoranti" è felice di fare il programma, ha un ritorno economico e di immagine. Le pro loco ci aiutano nella ricerca delle zone, sono sempre contente. Per questo, è un bel prodotto, socialmente utile fatto per tutti, anche i più piccoli.

Sei contento dei risultati della nuova stagione di "4 Ristoranti?"

Si, sta andando benissimo. Sto lavorando già su nuovi e piccoli spunti sul programma, perché cerchiamo sempre luoghi nuovi, belli e accattivanti per il nostro pubblico. Sono molto contento di come si stanno svolgendo le cose e io e il mio gruppo di autori ci stiamo dando da fare per il futuro, magari ci saranno viaggi all'estero.

Stai dicendo che state già pensando alla prossima stagione?

Assolutamente sì, bisogna sempre lavorare d'anticipo.

Con la mania di mettergli i voti, spesso sento i ristoratori scherzare: “Ci vorrebbe qualcuno che metta i voti ai clienti”. 

È vero. Tutti noi cuochi battagliamo con i clienti. Dargli un voto non sarebbe male, "ribaltare il risultato" come dico io e dare un voto anche a loro. Perché ci sono clienti squisiti e ci sono anche clienti meno educati, mettiamola così.

“Cacio & Pepe. La mia vita in 50 ricette” edito da Solferino è il tuo ultimo libro. Forse anche quello più privato.

Si, è il libro più privato, dove ho voluto far conoscere un Alessandro diverso. Un percorso gastronomico di 50 ricette che si basano sulla mia famiglia, sulle mie figlie, su mia moglie, sulla mia azienda, sul gruppo che è cresciuto con me e ha costruito la realtà della AB Normal e Il lusso delle semplicità. Non è un libro di ricette come gli altri.

Le tre ricette top del libro, Cacio e Pepe esclusa.

Ce ne sono tante, ma ti direi sicuramente l'Anatra alla Torba, la Fregola sarda con crudo di gamberi rossi, il mio filetto di rombo laccato con miele e salsa di soia.

Come si mangia da Alessandro Borghese?

"Oste com'è il vino? È buono!" (ride, ndr) Sono contento che la mia clientela apprezzi la mia cucina, di avere il ristorante sempre pieno. Una cucina che è una ‘comfort kitchen', come si dice inglese, una cucina di livello che usa materie prime a chilometro Italia. Dove c'è sempre sano rock'n'roll, perché cucina e musica vanno di pari passo e poi è una esperienza gastronomica sicuramente memorabile.

L'esperienza del format la porti anche in cucina, vero?

Certo. "4 Ristoranti" mi aiuta nel conoscere il territorio italiano e prendere fornitori, nicchie e sacche nascoste di giacimenti gastronomici che per me sono molto interessanti e che spingo nel mio ristorante.

Facciamo un gioco. Proviamo a immaginare una portata del menu del tuo ristorante per ognuno dei personaggi che ti dico. Partiamo da tua madre, Barbara Bouchet.

Ah, ti dirò che mia madre ama i dolci, quindi lei è una bellissima sacher-torte.

Hai partecipato a "Operazione X-Factor" con The JackaL. Che piatto prepariamo per loro?

I JackaL? Loro devono assaggiare assolutamente la mia pasta e patate, oppure la genovese.

Claudio Baglioni? 

Claudio Baglioni? Sta per fare Sanremo tra un po', quindi la mia fregola potrebbe andargli benissimo. Magari con i gamberi viola di Sanremo.

La bellezza delle bellezze: Belen Rodriguez. 

No, ma guarda che la bellezza delle bellezze è mia moglie, eh! Però per Belen Rodriguez potrebbe andare bene la guancia di vitella con purè al burro acido.

Chiusura agrodolce. Vissani ha detto di te: "Si diverte a fare tv, ma non è uno chef"

No, nessuna polemica per carità. Mi spiace solo che i cuochi anziani potrebbero sostenere i giovani e invece si perdono in chiacchiere inutili. È un grande peccato.