Heather Parisi è tornata in tv, come ospite di Fabio Fazio a "Che tempo che fa". Scatenatissima, è entrata con tanto di saluto col pugno chiuso (chiarendo subito dopo: "Questo gesto è per la difesa dei diritti e dei diversi, non facciamo equivoci!") e confermandosi non solo un'icona della storia televisiva italiana, ma anche un personaggio troppo libero, ribelle e indipendente per trovare posto nella tv di oggi:

Dico sempre quello che penso e nel mondo dello spettacolo non è facile. Perché è un mondo di ipocrisia e io sono un personaggio scomodo.

L'inno alla diversità

Nel ripercorrere la sua lunga carriera, le sigle immortali e le iconiche partecipazioni a tutti i varietà degli anni 80 ("A parte Mina e Battisti, ho lavorato con tutti"), nel garbato segmento del programma di Fazio non trovano posto le recenti polemiche che hanno visto Heather protagonista: nessun accenno (e non ce n'è bisogno) alla battaglia a colpi di frecciatine social con la rivale Lorella Cuccarini. In compenso, la soubrette per eccellenza ha ricordato di quando rendeva omaggio alla comunità gay quando ballava Disco Bambina, regalando un grande inno alla diversità in prima serata:

Le persone diverse non sono diverse veramente. Anzi, ben vengano i diversi! Altrimenti siamo tutte pecore. Secondo me ognuno deve essere se stesso, non deve mascherarsi. Quel gesto che facevo voleva dire: "Ocio, ok, supergay". Era l'unico modo con cui allora potevo salutare i miei amici gay.

Il ricordo di Sandra e Raimondo e di Alberto Sordi

Bellissimo, poi, il ricordo di alcuni mostri sacri della tv italiana con cui ha lavorato, da Raimondo Vianello e Sandra Mondaini ad Alberto Sordi: "Raimondo mi usava per stuzzicare Sandra, quando io stavo imparando l'italiano. Una volta mi ha detto: "Dì a Sandra: ‘Brutta cosa la vecchiaia, ti viene l'arteriosclerosi'. Vedrai che riderà. Io non capivo cosa volesse dire. Sono andata a Sandra a dirglielo. Lei è rimasta sconvolta, poi mi ha fatto l'occhiolino e un sorriso fantastico. Si è girata verso Raimondo e si è trasformata in un demonio. Alberto Sordi era fissato con i miei glutei! Anche dietro le quinte, mi seguiva sempre. Non era un caso da #MeToo, però, era molto carino, cortese!".

La gaffe: "Non capivo un pene"

L'ospitata si è chiusa tra i balletti scatenati di "Cicale", non prima che la Parisi regalasse una gaffe hot ed esilarante: "Ricordo quando vedevo Massimo Troisi fare le prove della Smorfia, in napoletano. Non capivo un pene". Fazio: "Non capivo bene, hai detto?". "No, non capivo un pene, perché non si può dire ca…., giusto?".