Il coronavirus è entrato in ogni ambito delle nostre vite e sta condizionando anche la serialità televisiva. A cominciare da uno dei titoli più celebri e amati di sempre, Grey's Anatomyil cui produttore esecutivo Krista Vernoff ha fatto sapere che a partire dalla prossima stagione, la diciassettesima, la pandemia da Covid entrerà nella narrazione della serie. Lo ha annunciato nel corso di un panel in streaming, svelando l'evoluzione della storyline di Grey's Anatomy nel prossimo futuro. Per quanto scontato possa apparire, visto che Grey's Anatomy si occupa di ambito medico, il produttore esecutivo fa questa precisazione in relazione a una percezione comune della vicenda Coronavirus e alla diffusa idea che, in questo momento, parlarne in opere di finzione possa apparire fuori luogo:

Parleremo della pandemia senza dubbio, non c'è modo per una serie medical quale è Grey's Anatomy di non trattare la crisi sanitaria che sta caratterizzando le nostre vite in questo momento.

Vernoff ha inoltre aggiunto come, dopo aver sentito alcune storie di veri dottori nel corso della crisi sanitaria, abbia iniziato iniziato a notare similarità tra le battaglie che molti di loro stanno combattendo a quelle affrontate dal personaggio di Owen Hunt (Kevin McKidd), chirurgo e veterano di guerra.

La rappresentazione del coronavirus in serie Tv e opere di finzione è il tema di questo periodo storico. Anche in Italia abbiamo un esempio, diverso e per questo opposto, che ha alimentato un dibattito simile. Si tratta di Un Posto al Soleripartito pochi giorni fa, la cui narrazione ha invece deciso di eludere l'argomento coronavirus, forse per evitare di urtare la sensibilità del pubblico. Si tratta naturalmente di una soap che non ha implicazioni dirette con il contesto medico ed è per questo più semplice eludere il tema della pandemia. Ma l'impressione è che si tratti di un problema con il quale tutte le serie Tv dovranno misurarsi nel prossimo futuro.