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Giulia Michelini regina cachet: un milione di euro per interpretare Rosy Abate

Giulia Michelin è Rosy Abate. La fiction ha fatto registrare ottimi ascolti giustificando il compenso ricevuto dall’attrice protagonista.
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Rosy Abate è stata la vera fiction di punta di quest'anno di Mediaset. Un successo in termini di ascolti per lo spin off di Squadra Antimafia che ha visto Giulia Michelini trasformarsi in un'icona della stagione 2017/2018. Accanto a lei ha esordito la sorella Paola nel ruolo di antagonista.

Con un picco di ascolti di 5.3 milioni per la puntata finale – e il 21% di share – la serie targata Taodue si è inserita di diritto tra i successi della tv italiana degli ultimi anni. Un successo che, stante alle parole del produttore Paolo Valsecchi, è figlio dell'interpretazione della protagonista "del suo talento e della sua interpretazione spettacolare". Un'interpretazione che l'avrebbe portata nell'empireo dei personaggi della fiction nostrana:

Lo straordinario successo di pubblico, in tv su Canale 5 e sui social, di ‘Rosy Abate la serie’ ha proiettato il personaggio già protagonista di Squadra Antimafia nell’empireo delle figure mitiche della fiction italiana, accanto al commissario Cattani o a Montalbano. Ma a rendere unico questo fenomeno non è solo l’indubbia popolarità e affetto da parte degli spettatori, ma una serie di ulteriori elementi totalmente nuovi nell’immaginario creato dalla serialità italiana (…) Un’eroina totalmente nuova per le serie italiane abituate a imbrigliare le donne in ruoli stereotipati, in cui di solito risaltano come qualità dominanti il fascino o le relazioni sentimental/famigliari. Rosy al contrario è dura, determinata, capace di comandare sugli uomini, e anche, drammaticamente, di uccidere: una donna controversa, mafiosa e insieme madre, vendicativa ma con un senso di giustizia viscerale”.  Il personaggio di Rosy Abate sancisce, in un certo senso la rivincita delle donne: “Rosy Abate rompe quindi lo schema classico dell’eroe della fiction italiana, maschio e sempre dalla parte giusta, e riesce a farlo in un panorama televisivo completamente cambiato rispetto a quello i cui si sono affermati i Cattani e i Montalbano, un panorama multi canale e multi piattaforma dove affermarsi nell’immaginario collettivo è impresa sempre più ardua.

Un empireo non solo di ascolti ma anche di compensi: la Michelini, grazie a Rosy Abate ha strappato uno dei cachet più alti della storia della fiction italiana. Se Zingaretti, grazie alla magnifica interpretazione del Commissario Montalbano e la media di 10 milioni a puntata stacca tutti con un compenso di 400 mila euro a puntata, a seguirlo sono proprio Raul Bova e Giulia Michelini. Il primo ha incassato 1,2 milioni per una miniserie Mediaset di sei puntate, la seconda – secondo una fonte vicina a Fanpage.it – è arrivata alla cifra di 1 milione per le cinque puntate della fiction appena terminata che a breve vedrà la sua seconda stagione, come confermato dalla produzione nel corso di un'intervista:

E pensare che la cosa più difficile è stata proprio convincerla a recitare ancora in questo ruolo. All’inizio era titubante, ma poi come tutti noi ha capito che Rosy, con la sua umanità, la sua forza ma anche la sua fragilità, è un personaggio che ha ancora molto da dare. E infatti la storia non si conclude qui: stiamo già scrivendo la prossima stagione.

Se nel mondo della tv alcuni sono trasaliti quando sono venuti a conoscenza del cachet della protagonista – che è il circa il doppio di quanto ha incassa un protagonista della serie Gomorra per le prime 3 stagioni – va detto che Mediaset ha tratto vantaggi dal lancio di una nuova fiction che consentisse la serializzazione di un nuovo personaggio che, come raccontato dalla stessa Michelini, è diventato il suo vero e proprio alter ego.

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