Il ritorno de ‘L'amica geniale – Storia del nuovo cognome‘ con i nuovi episodi, in onda dal 10 febbraio 2020 su Rai1, ci danno l'occasione di poter incontrare di nuovo da vicino i protagonisti di questa fantastica serie evento corale, diretta da Saverio Costanzo e Alice Rohrwacher, tratta dai libri di Elena Ferrante, editi da Edizioni e/o.

L'intervista a Giovanni Amura, Stefano Carracci de ‘L'amica geniale'

Nei primi due episodi della serie, c'è grande clamore per una delle sequenze più dure dell'intera opera, la violenza sessuale nella prima notte di nozze operata da Stefano Carracci a Lila Cerullo. A Fanpage.it abbiamo incontrato Giovanni Amura, che presta il volto e il corpo a Stefano Carracci. Con lui abbiamo parlato di quanto sia difficile mettere in scena un abuso sessuale: "Ho pianto dopo aver girato quella scena, sono stato molto male". Giovanni Amura ha precisato che la stessa Elena Ferrante ha dato precise indicazioni su come la scena dovesse essere girata: "È stata molto chiara". 

Giovanni, avevamo lasciato Lila distrutta dalla sequenza finale del matrimonio, quando capisce che Stefano e Marcello Solara sono in società. Ma Stefano nella seconda stagione, riesce ad essere ancora più subdolo e vile. 

Per Stefano, gli affari sono affari e una donna non ci può entrare. Il fatto di avere una moglie è solo un fatto naturale, una conseguenza che la società impone, solo questo.

"Tu non ti chiami più Cerullo. Tu sei la signora Carracci e devi fare quello che ti dico io”, le dice a un certo punto.

Una moglie non mette bocca negli affari del marito. Lui la rispetta come moglie ma nel senso che si ha a quel tempo. Rimane sempre una donna che non può che soccombere alla sua volontà. Così come, per quel tempo, non esiste che una donna non faccia il suo dovere nell’unione coniugale.

Ecco, arriviamo subito al punto: l'abuso sessuale di Stefano. 

Sono due anni che con i coach, con me stesso, con i colleghi, lavoro e studio questo personaggio nel profondo. Purtroppo, noi non possiamo giudicare male o giudicare in generale il personaggio che andiamo a interpretare. Noi prestiamo noi stessi a un’altra anima, bisogna capire i gesti che fa il personaggio. Capire non significa condividerli.

E tu cosa hai fatto per ‘capire' la violenza di Stefano? 

Io mi sono interrogato moltissimo su quello che succede la prima notte di nozze. Ho parlato molto con persone che hanno una certa età e quei tempi li hanno vissuti. Perché Stefano non è altro che una vittima della società di quel tempo. Come ogni uomo degli anni '50, ha il dovere di sposare una ragazza e ha il dovere di metterla incinta. Ricordiamoci che il "compare di fazzoletto" (il testimone di nozze, ndr), si chiamava così perché era colui il quale riceveva il fazzoletto sporco del sangue della ragazza nella notte di nozze. Quindi, lui ha il dovere di fare quella cosa proprio in quella notte. E quando arriva il momento, lui non può assolutamente accettare un no. Non esiste, non è mai esistito che una donna si rifiutasse una cosa del genere. Che una donna rifiutasse una cosa del genere dopo il matrimonio. Lui le dice: ‘io non ti ho mai toccata, ho sempre aspettato e adesso però basta’.

Come è stato per te e per Gaia girare quella scena? 

Interpretarlo è stato faticoso (cede a una emozione, ndr). È stato brutto anche per Gaia, non solo per me. L’abbiamo girata per una notte intera e ci ha svuotato tantissimo. Quando si estremizzano certe cose, fa molto male.

Non è una di quelle scene da ‘buona la prima', immagino.

Assolutamente no. Siamo andati avanti per una notte intera e ogni volta che facevamo un ciak dovevamo mettere la stessa intensità, la stessa cattiveria. È stato brutto perché mi ha fatto provare il dolore che prova una donna. Quando ho rivisto quella scena, ho pianto. E anche quella sera, sono stato proprio male. C’è stato il reparto trucco e parrucco, grandissime amiche, che mi ha consolato. Dopo ogni ciak mi dicevano di non preoccuparmi, che quello non ero io.

“Poiché lei seguitava ad agitarsi, la schiaffeggiò due volte, prima con il palmo e poi con il dorso, e tale fu la forza che lei capì che se avesse ancora resistito l’avrebbe sicuramente ammazzata”. La racconta così Elena Ferrante nel suo libro. 

Si, il romanzo è molto chiaro su questo. La Ferrante ce l’ha scritto espressamente. Ci ha detto che quella parte non poteva che essere messa in scena in quel modo. Sinceramente, nasconderle sarebbe stato una violenza a suo modo. Ricordare che esistono ancora quel tipo di uomini, è una cosa giusta. E comunque penso ci sia una scena più dura nei due episodi.

Quale?

Quando torniamo dal viaggio di nozze e andiamo dalle nostre famiglie, Lila ha un occhio nero. E nessuno dice niente. Quella è una scena orribile, tutti sanno perfettamente cosa è successo, ma nessuno dice niente.

Un anno fa, la prima stagione ha realizzato una media di 6.5 milioni di spettatori e uno share quasi sempre al 30%. Vi siete posti degli obiettivi tra di voi o non pensate ai risultati? 

Non ne parliamo tanto di ascolti tv, però credo in un aumento. Dopo la prima stagione, tante persone che non avevano letto il romanzo lo hanno acquistatio e, grazie alle repliche fatte su Rai2, ho incontrato tante persone che l’avevano perso e recuperato. Immagino, una crescita quindi. Ma se restiamo ai risultati di un anno fa, male non è.

L'ultima volta che ci siamo sentiti, hai detto che questa stagione sarà l'ultima per voi. Confermi il cambio generazionale di attori per la terza stagione? 

Si, confermo. Anche se nei primi due episodi della prossima stagione dovrei esserci ancora, ma non è ancora ufficiale. Gaia ed Elena, invece, ci saranno sicuramente.

Chi saranno gli attori adulti che interpreteranno i vostri personaggi? 

Non ci hanno detto nulla, non so se sono già chiusi i nomi e non so su chi punteranno per il mio personaggio. Ma la produzione come le responsabili dei casting sanno il fatto loro.

Ci possiamo fidare, quindi?

Assolutamente. Possiamo fidarci.