Ci sono toni più meno pacati, modi differenti di dimostrare empatia e modalità diverse di approcciarsi con il pubblico a casa. Sono queste caratteristiche che distinguono, in tv, un conduttore dall’altro e che rendono più o meno osannata o invisa una presentatrice rispetto all’altra. Assunto questo, e la preferenza deve rientrare nella sfera dei gusti personali, la puntata di Domenica In  del 20 gennaio 2019 ha visto la messa in opera di una scaletta che non ha potuto fare a meno di destare la curiosità di chi si approccia alla televisione con uno spirito di leggera critica. Il contenitore domenicale di Rai1 affidato a Mara Venier, diventato l’unico format lungo della domenica da inizio gennaio, è stato strutturato a partire dai contenuti che sono diventati marchio di fabbrica di Domenica Live.

L’intervista alla Lollobrigida e il riferimento non casuale

Dopo una parte di talk iniziale sul tema dello scontro eterno tra nuore e suocere, Mara Venier ha introdotto in studio Gina Lollobrigida, diva che più volte si è lasciata intervistare da Barbara D’Urso a Domenica Live, tanto da diventare a tutti gli effetti uno dei suoi “personaggi d’elezione” con interviste, collegamenti e dibattiti su scandali veri o presunti. Accompagnata dal manager Andrea Piazzolla – anche lui spesso protagonista dei talk della D’Urso – la diva 90enne ha ripercorso la sua carriera e i suoi più grandi successi. “Perché qualcuno sostiene che a 90 anni tu faccia fatica a comprendere?” si è chiesta la Venier, per poi aggiungere schiettamente di fare riferimento a un interlocutore preciso, pur senza mai farne il nome.

Cristiana Ciacci, figlia di Little Tony

Quando la Lollobrigida – celebrata, e questo va detto, come diva iconica più che in altre occasioni – si è accomodata all’esterno, la Venier ha introdotto in studio Cristiana Ciacci, figlia di Little Tony. I “figli di” sono un altro dei filoni da sempre proposti da Domenica Live, soprattutto se arricchiti dal supporto di “sorpresine” varie ed eventuali, come accaduto con la Ciacci e gli ingressi a sorpresa di alcuni amici e parenti dell’artista. Si è assistito a una sorta di rincorsa al contenuto che funziona, senza una ricerca autoriale vera e propria che tentasse quantomeno di far germogliare un interesse nei confronti di quanto non sia già stato spremuto. C’è chi parla di una volontà precisa della padrona di casa, il tentativo di dimostrare la facciata “aurea” di un argomento fino a quel momento trattato con poco riguardo, l’ennesimo fenomeno da baraccone da sfruttare e accantonare fino alla prossima puntata, tempi permettendo. È un approccio pressappochista quello che si limita a sottolineare solo questo aspetto: un contenitore tv di 5 ore deve necessariamente destinare parte delle sue risorse alla ricerca, soprattutto quella di argomenti inediti. Capacità narrative della padrona di casa a parte, in questo Domenica In ha mancato.