Gianni Morandi è stato ospite della puntata di ‘Verissimo‘ trasmessa sabato 20 ottobre. Il cantante ha parlato della fiction ‘L'isola di Pietro 2‘, che tornerà in onda su Canale5 a partire da domenica 21 ottobre: "Mi piace questo ruolo, Pietro è un punto di riferimento nella comunità dove vive e anche a me piace stare in mezzo alla gente. Poi ci saranno tanti volti nuovi come Lorella Cuccarini e Elisabetta Canalis. Adesso si riparte. La famiglia è finalmente riunita, tutti sono felici, ma la serenità durerà pochissimo". L'artista ha anche parlato della sua vita privata e dello straordinario successo, non dimenticando i momenti più duri della sua carriera.

Il matrimonio con Laura Efrikian

Negli anni '60 spopolavano i musicarelli, film tramite i quali gli artisti presentavano i loro nuovi brani. Nel 1964, Gianni Morandi girò il film ‘In ginocchio da te'. Sul set conobbe la sua prima moglie, Laura Efrikian. Il loro matrimonio durò dal 1966 al 1979, di lei Morandi ha detto: "Sul set di ‘In ginocchio da te' mi innamorai di Laura Efrikian. Poco prima era stata protagonista del film ‘Una lacrima sul viso' con Bobby Solo. Poi fece il film anche con me. Non avevo ancora compiuto 20 anni – avevo 19 anni – quando girammo il primo film a Napoli. Alcuni film li hanno trasmessi talmente tante volte che ormai queste canzoni le conoscono tutti".

Il rovescio della medaglia del successo

Nonostante oggi abbia alle spalle una carriera lunga e brillante, Gianni Morandi ha vissuto un momento molto difficile agli inizi degli anni '70. Dopo uno straordinario successo, infatti, iniziò un periodo buio nel quale la sua popolarità cominciò a svanire. Si rimboccò le maniche e si mise a studiare musica, riprendendo il suo percorso con più consapevolezza:

"Ho passato 7, 8 anni facendo le cose più incredibili per un artista. Sembrava tutto una favola, un gioco. Agli inizi degli anni '70, dopo 10 anni di carriera, iniziò questo momento delicato e triste. Non avevo ancora 30 anni. Dopo il '68 l'Italia cambiò si passò a anni più difficili e anche la musica cambiò. Arrivarono i cantautori impegnati con canzoni di protesta e poi la musica americana. Noi non riuscivamo più a trovare le canzoni giuste. Improvvisamente hanno smesso di farmi fare dischi, di chiamarmi per gli spettacoli. In quegli anni morì anche mio padre. Poi scricchiolarono anche i rapporti con la mia prima moglie. Non ero disperato perché avevo messo un po' di soldini da parte, però li ricordo come anni particolari, perché anche la gente mi guardava con occhi diversi. Era come se pensassero: ‘Poverino, cosa gli è successo?'. Poi qualcuno mi invitò a studiare la musica, entrai al Conservatorio di Santa Cecilia. Io avevo la quinta elementare e per entrare al Conservatorio ho studiato per sostenere l'esame di terza media. Però oggi dico che senza quegli 8, 10 anni di interruzione forse non avrei avuto una carriera così lunga. Quegli anni mi hanno insegnato tanto e sono maturato anche come uomo".