Il Grande Fratello Vip ha affrontato nel corso della trentunesima puntata la storia di Giacomo Urtis e della sua omosessualità, ancora mal tollerata dal padre. Alfonso Signorini, che con Urtis condivide le difficoltà che li hanno condotti all’accettazione, ha voluto invitare i genitori di Giacomo affinché li abbracciasse. Prima, però, Giacomo ha raccontato il suo percorso e il rapporto con il padre:

Mio padre mi chiede ancora adesso quando mi sposo, non lo accetta. Gliel’ho detto che sono gay ma non sente, non ascolta. Con il passare degli anni me ne sono fatto una ragione. Quando vede i miei interventi di chirurgia estetica pensa che lo faccio perché sono istrionico. Non lo associa ad altre cose.

Giacomo Urtis: “Convivevo con una donna, ero convinto quella fosse la mia vita”

Giacomo ha quindi commentato una foto mostratagli sul maxi schermo e scattata nel giorno della sua laurea, quando non aveva ancora reso nota la sua omosessualità: “Questo era il giorno della mia laurea, avevo 24 anni. Sono stato il primo del corso a laurearmi. Non sono mai stato triste, in quel periodo ero fidanzato con una donna. Non parlavo con lei del mio disagio, non potevo. Vivevo in un paese, Alghero, di 30 mila abitanti. Nei piccoli centri queste cose sono mal tollerate. Mi ero convinto che quella era la mia vita. Non sentivo di essere omosessuale, sentivo di essere etero, non c’erano altre soluzioni. Ero molto innamorato di quella ragazza, la sento ancora tutti i giorni”. Ma alla lunga la verità ha preso il sopravvento: “È come recitare una parte in un film che non è il tuo. Continui a stare con quella persona perché ti affezioni. A quell’epoca mamma era quella che se vedeva un omosessuale in tv, la faceva spegnere, mentre papà non parlava. Quando l’ho detto, mamma è diventata mia complice mentre papà non lo ha accettato”.

L’incontro con il padre di Giacomo Urtis

 

Giacomo ha quindi avuto la possibilità di incontrare sua madre alla quale ha ribadito il suo affetto: “Mamma, ti amo e sei la mia vita. Vivo per te. Papà come sta? Non è arrabbiato?”. “Insomma”, ha risposto lei, prima che l’uomo facesse il suo ingresso nel cucurio. È stato Alfonso Signorini a chiedere al padre di Giacomo di prendere coscienza dell’omosessualità del figlio: “Quello che voglio chiedere al signor Antonio, che so essere un professionista tutto d’un pezzo, è riferito a quello che ci ha detto Giacomo. È come se lei non accettasse la reale vita di suo figlio, la sua sessualità, la sua scelta di vita. Volevo avere da lei un’opinione. Perché ha questo chiusura nei confronti del mondo omosessuale?”. “Non ho nessuna chiusura in questo senso. Per me è importante la famiglia, è tutto, è alla base della sopravvivenza della nostra specie. Avrei voluto che mio figlio continuasse la specie umana. La sua vita la decide lui, non posso far niente. Sarà quel che Dio vorrà”, ha risposto il signor Antonio prima di abbracciare il figlio.