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Garimberti, Sgarbi e il Tg5 contro Santoro dopo l’addio alla Rai

Tutti contro Michele Santoro dopo l’ultima puntata di Annozero: Paolo Garimberti risponde alle provocazioni del conduttore, Vittorio Sgarbi querela Santoro e il Tg5 realizza un servizio in cui risponde alle accuse ricevute proprio ad Annozero.
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la chiusura di annozero suscita molte polemiche

Annozero è terminato e con la sua ultima puntata è finito anche il rapporto di lavoro tra Michele Santoro e la Rai. In una puntata carica di tensione e rabbia, Santoro si è reso disponibile a lavorare in Rai anche ad un euro a puntata, dimostrando così di essere "uno della Rai" e che sente forte il senso di appartenenza verso l'azienda del servizio pubblico. Nel corso dell'anteprima di Annozero, nel discorso d'addio di Santoro, il conduttore si era rivolto proprio al presidente della Rai Paolo Garimberti per invitarlo a prendere una posizione precisa su Annozero e sul suo futuro in Rai.

Ma il giorno dopo la chiusura di Annozero, Garimberti non ha tardato a rispondere alle provocazioni di Santoro e lo ha accusato di aver utilizzato il servizio pubblico per uso privato. Il presidente ha dichiarato nella conferenza stampa:

Cominciamo dall’anteprima: dal punto di vista scenografico e degli effetti non c’è par condicio, lui aveva un grande studio, il pubblico e tutte le telecamere; questo uso televisivo per parlare dei propri contratti, del proprio passato, del proprio futuro professionale non lo condivido, trovo sia fuori ogni regola. Ora capisco perché ha deciso di annullare la conferenza stampa: avrebbe avuto davanti solo dei giornalisti e non milioni di telespettatori.

Per quanto riguarda la proposta di Santoro di lavorare per un euro a puntata, Garimberti l'ha bocciata subito dicendo: "Il lavoro va retribuito come è giusto: Santoro è una grande star e ha alti ascolti per cui non si deve parlare di un euro ma sulla base di quello che è il mercato. Il resto è soltanto demagogia". E infine ha invitato Santoro a presentare un progetto al dg Lei: "Lui conosce le procedure lanciare a me questa sfida ed essere tirato per la giacchetta io non lo accetto".

Ma Michele Santoro non ha accettato questa risposta di Garimberti e così ha affidato i suoi pensieri ad una nota in cui ha chiuso definitivamente i rapporti con la Rai:

Visto che non ha nemmeno il coraggio di sottoporre al voto del Consiglio la mia proposta, rassicuro Garimberti sulla mia volontà di finire qua la polemica. E’ inutile continuare il dialogo con chi cerca di imitare Ponzio Pilato senza averne la statura.

Santoro nell'ultima puntata di Annozero ha citato anche Vittorio Sgarbi durante lo scontro con Castelli sul cattivo uso del canone della Rai. Santoro ha detto che la Rai ha speso molti soldi pubblici per pagare Vittorio Sgarbi per un programma che è stato chiuso dopo la prima puntata per scarsi ascolti. Sgarbi quindi, forse ancora ferito per il flop di Ci tocca anche Sgarbi, ha deciso di querelare il conduttore per le offese ricevute e ha spiegato che se il programma fosse andato in onda, i soldi recuperati dalla pubblicità avebbero potuto coprire tutte le spese. Sgarbi ha così commentato la vicenda:

In primis non sono stato pagato dalla Rai e se Santoro non fosse così ignorante saprebbe che la Sipra aveva acquisito moltissima pubblicità per il mio programma, che probabilmente avrebbe ottenuto inserzioni pubblicitarie tali da compensare largamente i costi. La chiusura del programma mi ha impedito di dimostrare che si poteva migliorare e crescere, come ha fatto Santoro che era partito col 4% o come Calabresi, che in prima serata ha fatto il 5% su Rai 3. E’ certo che noi eravamo pieni di pubblicità e in tribunale verrà fuori ancora una volta che l’unica televisione di Santoro è quella della menzogna.

Ma anche il Tg5 si è schierato contro il conduttore di Annozero mandando in onda, nel tg delle 13 del 10 giugno 2011 un servizio in cui viene criticato l'atteggiamento di Santoro che è sembrato confuso sull'abbandono della Rai e in cui il telegiornale si è difeso dalle accuse di servilismo nei confronti di Berlusconi ricevute da Santoro.

Abbiamo motivo di credere che le polemiche non termineranno qui e si attende di conoscere quale sarà il futuro lavorativo di Michele Santoro: La7 è pronta ad accogliere il conduttore così come ha fatto con Mentana, Lerner e Crozza. Una rete che si propone come l'unica alternativa all'informazione filo-governativa.

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