Patrizia De Blanck e Fulvio Abbate al Grande Fratello Vip 2020 sembrano essere molto vicini. Accoccolati sul divano, si scambiano confidenze sulla loro intimità e soprattutto su come affrontano il loro aspetto fisico. La contessa non ha dubbi e tuona: "Ho dei momenti di autolesionismo in cui più faccio schifo e più mi piaccio. Mentre loro stanno tutto il giorno a rifarsi trucco e capelli, io lo faccio apposta e mi abbandono così. Poi Arriva la diretta e mi sistemo, ma il giorno dopo torno uguale". Abbate replica sul depresso andante, come se gli anni trascorsi e visibili sul suo corpo non siano ospiti graditi nella sua testa: "Io mi faccio schifo quando mi vedo con la panza e non mi dò pace perché mi sono caduti i capelli. Diventi un cesso, mi guardo e mi sembro mio padre e questa cosa per me è straziante. Mi sembro mio padre e mia zia Gioconda".

63 anni lui, 75 lei, eppure riguardo al conforto e alla positività i ruoli si invertono. Se, stando alle parole dello scrittore filosofo, l'età dovesse mai rappresentare un metro di valutazione per misurare i picchi di depressione senile, la De Blanck ha già rotto qualsiasi tipo di credo categorico. Pimpante, arzilla, anima della casa e del gruppo di ‘boys' che costantemente la circonda dalla mattina alla sera, la ‘contessa del popolo' ha dimostrato di non essere anagraficamente orientata, amando indistintamente la vita nelle sue mille sfaccettature.

"Ma nella vita ci sono tante cose che contano, non solo l’estetica" aggiunge lei, portata allo stremo delle forze in un discorso piuttosto pessimista, e Abbate, in un motto di spirito pieno e rinvigorito dalle parole dell'amica Patrizia, si lancia in un bacio sulla guancia e aggiunge ironico: "Ma io posso avere il momento dei complessi? Però sono contento, ci siamo trovati". Qualche carezza sul divano chiude per il momento la loro complicità iniziata proprio durante la nomination dello scrittore, che venerdì rischia di uscire dalla casa del Grande Fratello.