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Francesco Serpico, Nino Sarratore de L’amica geniale 2: “Con Lila adesso è scoppiata la passione”

Intervista a Francesco Serpico, giovane interprete de “L’amica geniale – Storia del nuovo cognome” nel ruolo dell’affascinante Nino Sarratore. Negli episodi del 24 febbraio, “Il tradimento” e “La rabbia”, scoppia la passione tra il suo personaggio e quello di Lila: “Nino è attratto fin da piccolo dalla genialità di Lila”. E sulla vita privata rivela: “Studio anche medicina, ne ho bisogno perché aggiunge ritmo e altri stimoli nella mia vita”.
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Foto di Eduardo Castaldo
Foto di Eduardo Castaldo

"Il tradimento" e "La rabbia" sono i due episodi de ‘L'amica geniale – Storia del nuovo cognome‘ andati in onda nel terzo appuntamento di Rai1, il 24 febbraio. Ancora due episodi fondamentali per quella che è la serie evento dell'anno, diretta da Saverio Costanzo e Alice Rohrwacher, tratta dalla tetralogia di Elena Ferrante. Tra i protagonisti di questa grande storia corale, c'è sicuramente Francesco Serpico, l'attore che interpreta il personaggio di Nino Sarratore.

L'intervista a Francesco Serpico, Nino de ‘L'amica geniale'

A Fanpage.it, l'attore racconta le sue impressioni sul personaggio da lui interpretato, amato e odiato sia dal pubblico generalista sia da quello che ha già letto tutti e 4 i capitolo del romanzo, avendo modo di conoscere tutti i successivi sviluppi: "Siamo molto simili per alcuni aspetti, per altri totalmente opposti". Un personaggio, quello di Nino Sarratore, che porta i segni del contrasto con suo padre e che non ha ricevuto il migliore degli esempi,"eppure per Lila lui rappresenta la salvezza", ci dice sempre l'attore. Non solo cinema, tv e teatro. Tra le curiosità che ci hanno colpito, anche il fatto che Francesco Serpico studi Medicina e Chirurgia alla Federico II, ma non chiamatelo ‘piano B': "Ne ho bisogno, aggiunge ritmo e ulteriori stimoli nella mia vita".

Siamo in una fase della storia in cui il personaggio di Nino Sarratore è definitivamente esploso. Quali sono i suoi sentimenti per Lila, cosa lo spinge a questo punto? 

Nino è attratto fin da piccolo dalla genialità di Lila, ma adesso scoppia la passione. Una passione molto forte, sia fisica, sia mentale. 

“Gli uomini sono tutti della stessa pasta. Solo Nino è diverso”. È quanto si ripete Lenuccia in “Storia del nuovo cognome”, ma non sarà così. Che idee hai sul tuo personaggio?

Nino è un narciso. Vive il contrasto con il padre, ma ne porta i segni. È comprensibile il suo modo di fare, d'altronde l'esempio che ha ricevuto non è dei migliori. Eppure per Lila lui rappresenta la salvezza.

Quanto c’è di Francesco Serpico in Nino Sarratore e viceversa.

Siamo molto simili per alcuni aspetti. Per altri totalmente opposti. Ho cercato di dare a Nino alcuni miei atteggiamenti per rendere la mia interpretazione quanto più naturale possibile. E ho cercato di comprendere il punto di vista di Nino per esprimere ciò che non fa parte di me. 

Ogni lunedì sera, anche nella scorsa stagione, si verifica un fatto divertente. “Nino Sarratore” finisce in trending su Twitter a ogni episodio, tra meme e improperi. È la vendetta delle donne che hanno letto il romanzo nei confronti del personaggio? 

Bella domanda. Io non credo sia vendetta, credo sia passione.

Quali sono stati i tuoi riferimenti durante le riprese della prima e della seconda stagione. Mi riferisco a esempi che ti hanno aiutato a interpretare il personaggio. 

Durante le riprese, per farmi ispirare, ho letto ‘I fratelli Karamazov', visto che era il libro che Nino leggeva sulla spiaggia. Poi ho semplicemente fatto un lavoro di introspezione, per entrare nel personaggio sono entrato bene dentro me stesso.

Hai sviluppato un rapporto particolare con qualcuno nel cast, dentro e fuori dal set? 

Eduardo Scarpetta, è un caro amico. Mi ha aiutato tanto. Ci siamo conosciuti gradualmente, per poi scoprire di avere molto in comune.

Hai studiato recitazione al Theatre de Poche, uno dei laboratori più attivi a Napoli. Cosa rappresenta e cosa ha rappresentato per te crescere in quella fucina di talenti? 

Il teatro può essere molto terapeutico. Il De Poche è stato per me fondamentale e mi ha aiutato in alcuni momenti difficili della mia vita.

Non solo teatro, tv e cinema. Anche medicina. Ce ne vuoi parlare?

Ne ho bisogno, aggiunge ritmo e ulteriori stimoli nella mia vita. È un ambito dove sfogare la propria smania di ricerca.

Sappiamo che nella prossima stagione ci sarà il cambio generazionale. Come Gaia e Margherita, anche tu ci sarai nei primi episodi della terza?

Ancora non sono stato contattato, ma c'è sicuramente tempo.

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