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Francesco Di Raimondo: “Romanzo famigliare 2? Noi attori del cast ce lo auguriamo tutti”

‘Romanzo famigliare 2’ si farà? Intervistato da Fanpage.it, l’attore Francesco Di Raimondo – che nella fiction interpreta Federico – ha svelato che tutti gli attori del cast sarebbero felici di raccontare il seguito della storia. Il finale aperto e il successo negli ascolti renderebbero ancora più concreta la possibilità di una seconda stagione.
A cura di Daniela Seclì
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Lunedì 29 gennaio, ‘Romanzo famigliare‘ saluta il pubblico di Rai1. La fiction diretta da Francesca Archibugi ha registrato ascolti da capogiro. Fanpage.it ha intervistato Francesco Di Raimondo. L'attore interpreta il ruolo di Federico, insegnante di Clarinetto di Micol. La domanda è d'obbligo: ‘Romanzo famigliare 2′ si farà? La trama dell'ultima puntata sembra strizzare l'occhio a questa possibilità. Ecco cosa ci ha detto in proposito:

"Formalmente non ne abbiamo ancora parlato. Io spero che sia nell'aria e che sia una cosa che si concretizzi. Noi attori ce lo auguriamo tutti. Sicuramente il fatto che la serie sia andata così bene, con un ottimo successo di pubblico, potrebbe far sperare in una seconda stagione. Effettivamente, poi, ha un finale aperto. Lo spero".

Punti comuni e differenze con il personaggio di Federico

Nella fiction ‘Romanzo famigliare’ interpreti Federico, un ragazzo dolce, cresciuto senza un papà, insegnante di clarinetto di Micol e padre del bebè che la giovane aspetta. Cosa ti accomuna a lui e cosa al contrario vi differenzia? "Partirei dalla famiglia di Federico. Sicuramente ha una famiglia diversa dalla mia. Io ho due genitori molto presenti, che mi hanno accompagnato nei percorsi che ho intrapreso nella mia vita. La mancanza di un padre fortunatamente non l'ho mai provata. Federico da un lato è molto lontano da me, dall'altro è molto vicino. Principalmente per la passione della musica e per il suo essere molto rigoroso e attento alle sue responsabilità. Questi sono gli elementi che sento più vicini al mio carattere. Presenta, però, anche delle differenze. Io sono più impulsivo e più diretto di lui".

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Una delle prime scene che hai girato, ti ha visto recitare con Giancarlo Giannini – che nella fiction interpreta Gian Pietro Liegi – come è andata? "Era la mia primissima scena. Nel primo giorno di set ti confronti con nuovi attori, con una nuova regista, c'è sempre un po' di timore o sana preoccupazione. La mia prima scena mi permetteva di confrontarmi con un attore enorme come Giancarlo Giannini, uno dei più grandi. Un po' di timore c'era ma sono contento del risultato".

Come è stato girare nel Conservatorio di Santa Cecilia di Roma dove tu stesso studi? "Mi ha divertito moltissimo. Io studio clarinetto al conservatorio. Entrare in quel posto che sono abituato a frequentare in altri momenti della mia vita ed entrare in altre vesti, è stato molto divertente. Mi ha anche lasciato una sensazione strana".

C’è qualcosa che vorresti che coloro che ti hanno seguito in tv sapessero di te? "Bella domanda, per tornare a Federico, c'è una scena in cui io vedo mia figlia. E spero tanto che si evinca la grande emozione che ho provato in quel momento. È stato uno dei momenti più belli sul set. È una scena brevissima, sono pochi istanti. È stata ricca di contenuto e per me, di significato. È stato complicato controllare l'emozione. Spero di essere stato bravo a incanalarla nella maniera giusta. In quella scena c'era sia l'emozione di Federico che quella di Francesco".

Di Raimondo non ha visto la fiction prima della messa in onda

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Hai dichiarato di non aver voluto vedere la fiction prima della messa in onda, in modo tale da potertela godere da spettatore. Ora che hai avuto modo di vederla, qual è il tuo parere a riguardo? "È vero, avevo visto solo mezza scena al doppiaggio. Ho deciso di non vedere nulla proprio per godermela insieme al pubblico. Devo dire che da spettatore sono rimasto colpito positivamente. È un prodotto nuovo, diverso, ha un linguaggio cinematografico. Sono rimasto incastrato nella storia e nelle dinamiche dei personaggi. Chiaramente avevo già letto tutta la sceneggiatura, ma devo dire che mi dispiaceva quando finiva una puntata. Non vedevo l'ora che arrivasse la prossima".

Le passioni di Francesco Di Raimondo: cinema, musica e filosofia

Non tutti sanno che hai  una laurea in filosofia e stai continuando gli studi in quella direzione. Se non facessi l’attore, in quale altra professione ti piacerebbe cimentarti? "Sicuramente la carriera universitaria. Mi piacerebbe proseguire con il Dottorato. Le mie grandi passioni sono il cinema, la musica e la filosofia. Fino ad oggi sono riuscito a tenerle tutte in piedi e a creare una sorta di equilibrio. Riesco a farlo grazie alla passione, se a me non piacesse una di queste tre cose non riuscirei a incastrare tutto".

Cosa hai imparato da ciascuna disciplina? "Dalla musica ho imparato la costanza nello studio. Il musicista è un po' come un atleta, deve allenarsi suonando costantemente. Dalla recitazione – sia teatrale che cinematografica – ho appreso l'impegno e la concentrazione. Inoltre ho appreso il rispetto per i colleghi e per il pubblico. Dalla filosofia ho imparato a lasciare sempre una possibilità aperta. Mi è capitato tante volte di leggere autori e di convincermi di una cosa, soprattutto quando le argomentazioni erano particolarmente puntuali. Poi magari un mese dopo leggevo una cosa diametralmente opposta e mi convincevo del contrario".

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