Aveva compiuto 100 anni il 31 luglio e pochi giorni dopo Franca Valeri è morta. Icona della televisione e del Cinema italiano, erano stati tantissimi coloro che l'avevano festeggiata, dalle Istituzioni del paese ai colleghi, amici, parenti e un mondo che in qualche modo aveva contribuito a rendere più luminoso, lei, la signorina snob che aveva lasciato un segno indelebile in tv, nel Cinema, a Teatro e anche in Letteratura e a cui proprio quest'anno era stato consegnato un David di Donatello alla carriera. Una carriera cominciata senza l'appoggio della famiglia, con il padre che disapprovava completamente la sua carriera da attrice.

Le ultime parole sulla morte

Una vita segnata, nella giovinezza, anche dal fascismo, da cui si dovette nascondere e di cui vide la fine a Piazzale Loreto ("Non ho provato alcuna pietà per la morte di Mussolini"), come disse nell'ultima intervista data al Corriere della Sera, che scatenò non poche polemiche soprattutto negli ambienti di destra. ma in quell'intervista data ad Aldo Cazzullo, ricca come sempre di aneddoti e ricordi, Franca Valeri aveva parlato anche della morte, alla quale, come scriveva il giornalista, che l'aveva incontrata nella sua casa di Roma, cercava di non pensare. Una morte che le faceva paura, da una parte, ma che dall'altra la incuriosiva, perché "voglio proprio vedere cosa c’è dall’altra parte".

Una carriera di Cinema, tv e Teatro

Una curiosità che le ha permesso di costruire una carriera importante e non comune, fatta di ruoli importanti, collaborazioni con alcuni dei personaggi più importanti della tv e del cinema italiano. C'è stato Federico Fellini, per esempio, ma anche Alberto Sordi e Totò con cui era accomunata da un amore infinito per i cani, come aveva dichiarato sempre in quella intervista. Negli anni diventò anche una colonna della televisione italiana, da Studio Uno a Sabato Sera, affiancando anche Gino Bramieri e Nino Manfredi negli sceneggiati, fino al suo percorso teatrale, amore che l'ha accompagnata in tutta la sua vita.