Franca Leosini si è raccontata in una lunga intervista rilasciata a La stampa. Lo scorso giugno, la conduttrice di Storie maledette si è ritrovata al centro di una polemica durata per giorni. Nel corso dell'intervista a Sonia Bracciale, in carcere perché accusata dell'omicidio dell'ex marito Dino Reatti che l'avrebbe picchiata, affermò: "Lei ha un quoziente di responsabilità come ce l'hanno tutte le donne che al primo omaggio di uno schiaffone non mollano l'uomo che si è permesso di darglielo". La psicologa e criminologa Roberta Bruzzone, su Fanpage.it, chiarì che se le donne non scappano è perché vengono manipolate: "Non si deve riconoscere alle donne ‘un quoziente di responsabilità', perché non ce l’hanno. Sono all’interno di quelle dinamiche tossiche perché vengono manipolate. Se fosse così facile andarsene probabilmente lo farebbero". Nell'intervista rilasciata a La stampa, Franca Leosini è tornata sull'argomento difendendo la sua dichiarazione.

Leosini consiglia di scappare dopo il primo schiaffone

Franca Leosini ritiene che non allontanarsi immediatamente dall'uomo che è ricorso alla violenza, sia come "dare un lasciapassare" al carnefice. Si diventa – secondo il suo modo di vedere le cose – in qualche modo suoi complici. La conduttrice è convinta che il contesto in cui si cresce possa influenzare il modo in cui si risponde a episodi violenti:

"La frase è stata volutamente falsata. Se una accetta di subire una situazione diventa non dico responsabile, ma complice del suo carnefice. Se una donna, una ragazza, ha vissuto in una famiglia dove il padre, come si dice a Roma, corcava regolarmente la madre e la madre subiva e non era capace di reagire è matematico che possa introiettare questi comportamenti. Trovarli normali e quindi accettare un maschio che si comporti così con lei. Per questo dico a tutte le donne che al primo schiaffone devono scappare".

Il maschio violento

Quanto al maschio violento, Franca Leosini ritiene che spesso cresca in famiglie dove il padre impone il proprio dominio sulla madre e quest'ultima, rassegnata, lo accetta. Gli uomini, formati in nuclei impostati in questo modo, secondo la conduttrice manifesterebbero di più la tendenza a ripetere le azioni violente del padre:

"Un ragazzo che ha visto il padre menare la madre lo rifarà. E le donne che non reagiscono, che non riescono a lasciare e prendere le distanze da un compagno violento non hanno alcuna autostima. Spesso c'è dietro anche un vuoto culturale. I maneschi sono più dove la cultura è meno frequentata, in altre situazioni magari non c'è bisogno di arrivare a esserlo. […] Ma ribadisco che al primo schiaffo te ne devi andare perché altrimenti dai un lasciapassare, poi diventa uso di vita. Io comando tu obbedisci. Purtroppo succede molto più di quanto sia raccontato. Magari finisce nei trafiletti di cronaca fino alla tragedia. E mi dispiace dirlo ma accade più al Sud".