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Flavio Insinna: “Ho detto no a Sanremo perché non ero in grado”

Il conduttore di “Affari tuoi” sarà il volto di “Boss in incognito” dal 21 dicembre. In un’intervista racconta dei grandi no della sua carriera e fa intuire come il percorso fatto da Carlo Conti negli ultimi anni era stato proposto anche a lui.
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A cura di Andrea Parrella
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Lo vediamo da anni alla conduzione di Affari Tuoi ed oramai il pubblico ha imparato inesorabilmente ad amare Flavio Insinna, che è sempre stato elogiato, prima di tutto, per l'approccio decisamente "umano", ma mai banale, con cui riesce a caratterizzare il suo stile alla conduzione dei programmi televisivi di punta della Rai. Non solo l'access dei celebri pacchi in serbo per lui, che dopo il ritorno in seguito ad un periodo di depressione piuttosto dura da superare, ha avuto dalla Rai l'incarico di condurre "Boss in incognito", il programma condotto per due stagioni da Costantino della Gherardesca che oggi finisce nelle sue mani. Ha parlato della volontà di apportare qualche cambiamento senza stravolgere la struttura del programma, che di per sé ha dimostrato di funzionare molto bene, come dimostrano i risultati d'ascolto della scorsa stagione. Il 21 dicembre partirà la terza edizione del programma, su Rai 2.

Ma Insinna, in un'intervista rilasciata a TvBlog, ha anche parlato della possibilità che gli si è prospettata davanti qualche anno fa, di avviarsi ad un percorso che lo avrebbe portato a condurre Sanremo. Una serie di programmi in qualche modo antipasto del palco dell'Ariston. Dalle sue parole si intuisce come il no a quella proposta abbia significato di certo una limitazione alla sua carriera in termini di visibilità, ma ammette di non percepire in alcun modo pentimento:

Il mio rifiuto a Sanremo? Risale alla mia prima vita ad Affari Tuoi, c'erano tante offerte per presentare programmi, in un progetto che mi avrebbe portato a presentare Sanremo. Non mi vergogno a dirlo. Mi è stato proposto anche I migliori anni e non lo saprei mai fare con i ritmi e la capacità di Carlo Conti. La mia carriera sarebbe stata più ricca ma più infelice se al posto dei no ci fossero stati i sì e viceversa. La mia carriera l'hanno fatta i no che ho detto, ma non per paura ma perché non ero in grado, come nel caso di Sanremo. Per Affari Tuoi, invece, non mi sono sentito subito in grado ma ho pensato che era una cosa che avrei potuto fare. Amo le sfide ma le sfide dove posso essere utile e non una zavorra.

Insinna e Conti, due percorsi paralleli

E in realtà, analizzando con attenzione le parole di Insinna, si intuisce anche perché Carlo Conti sia giunto solo lo scorso anno, dopo un lungo percorso fatto di step precisi, al palco dell'Ariston. Insomma, è probabile che se Insinna avesse accettato, al tempo, I Migliori Anni, il Sanremo 2015 e quello che ci apprestiamo a vedere il prossimo febbraio (ecco i big dell'edizione 2016), sarebbe stati completamente diversi.

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