Federica Panicucci per la dodicesima volta ritorna alla conduzione di "Mattino Cinque", la sua trasmissione del mattino. La conduttrice è pronta a ripartire dal 7 settembre e in una intervista a Il Giornale spiega: «Siamo tutti in attesa di capire cosa succederà: io e la mia squadra siamo pronti a tornare in prima linea al mattino per informare e stare accanto agli spettatori, così come ha fatto egregiamente Mediaset in tutti questi mesi, devo dire facendo la differenza». Le prossime settimane saranno cruciali per capire come sta reagendo il nostro Paese alla crescita dei contagi da coronavirus (qui tutte le ultime notizie). Durante lo scoppio della pandemia, il programma tagliò la parte di cronaca rosa diventando "Speciale Coronavirus".

La carriera di Federica Panicucci

L'intervista rilasciata a Il Giornale assume anche i contorni di un amarcord, di una carrellata tra i ricordi e tra i primi passi mossi dalla storica conduttrice del Festivalbar. Gli esordi furono accanto a Enzo Tortora: «La mia agenzia mi mandò a fare un provino per Portobello, per me un sogno: lo guardavo insieme ai miei genitori. Al casting c’erano tutte super modelle, pensai di non avere chance, invece cercavano un volto un po’ diverso. Ricordo la prima conferenza stampa, quella del rientro di Tortora in tv: c’era uno spiegamento di giornalisti mai visto. Ero al centro di un evento epocale».

Il Festivalbar di Federica Panicucci

È l'estate del 1992 quando le viene affidata, dopo il successo di Unomania, l'anteprima del Festivalbar. Nell'estate seguente sarà proprio lei a condurre l'edizione insieme a Fiorello e Amadeus: «Una sera, mentre stavo parcheggiando sotto casa dei miei genitori a Milano, mi chiamò Vittorio Salvetti, il patron della manifestazione, e mi disse che avevano deciso di affidare la conduzione a Fiorello, Jovanotti, Amadeus e a… me! Per me era un sogno. Al debutto, dietro il palco, quando Salvetti disse ‘Presenta Federica Panicucci’, mi si ghiacciarono le gambe, non riuscivo a camminare, pensai di scappare… Entrai in scena tutta rigida. Poi mi sciolsi. Fu un grande successo, per uscire dalla piazza dovettero portarci via nascosti dentro a un’ambulanza».